
Dal 1° dicembre, i cittadini di paesi terzi che vivono appena oltre i confini austriaci possono finalmente ottenere un permesso di soggiorno che rispecchia la loro realtà quotidiana: vivere in Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria o Slovenia e lavorare quotidianamente in un distretto austriaco confinante. Il nuovo Permesso di Soggiorno per Pendolari Transfrontalieri (Aufenthaltstitel Grenzgänger) è previsto dal §12e della legge modificata sull’occupazione degli stranieri e colma una lacuna legale che costringeva i lavoratori frontalieri non UE a gestire approvazioni di lavoro a breve termine e la regola Schengen 90/180 giorni.
I requisiti si basano su tre pilastri: un permesso di soggiorno a lungo termine illimitato nello stato confinante, una residenza principale lì e un contratto di lavoro vincolante con un datore di lavoro austriaco situato in un distretto di confine designato o in una città statutaria (ad esempio Innsbruck, Salisburgo, Villach). Il Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS) continuerà a rilasciare un parere sul mercato del lavoro, ma il controllo sarà limitato al distretto locale, molto più rapido rispetto alla verifica nazionale richiesta per la Carta Rosso-Bianco-Rossa. La validità iniziale è fino a due anni, rinnovabile per cinque.
Per le multinazionali con stabilimenti gemelli su entrambi i lati del confine, il permesso rappresenta una svolta. I fornitori automotive di Bratislava possono ora assegnare ingegneri non UE alla loro sede austriaca di Parndorf senza trasferire le famiglie, mentre le start-up tecnologiche di Vienna possono coinvolgere specialisti basati a Budapest per sprint in loco. I team HR dovrebbero aggiornare le politiche di assegnazione e le configurazioni salariali: sebbene la coordinazione della sicurezza sociale segua le normative UE, l’imposta sul reddito potrebbe cambiare una volta superati i 183 giorni lavorativi in Austria.
Consigli pratici includono la preparazione di prove di alloggio nel paese d’origine, traduzioni giurate dei contratti di lavoro e la dimostrazione di almeno 45 minuti di tragitto in un senso — criteri che gli ufficiali dell’immigrazione esaminano attentamente. I dipendenti devono inoltre registrarsi presso le autorità locali Meldeamt entro tre giorni da ogni pernottamento in Austria per evitare sanzioni.
Le autorità stimano che nel primo anno saranno rilasciati circa 250 permessi, ma le associazioni imprenditoriali accolgono con favore questa svolta simbolica. L’Austria si unisce così a Germania, Francia e Svizzera nell’offrire permessi dedicati ai lavoratori frontalieri, segnalando un approccio più flessibile alle carenze di competenze regionali senza aprire le porte a un’immigrazione incontrollata.
I requisiti si basano su tre pilastri: un permesso di soggiorno a lungo termine illimitato nello stato confinante, una residenza principale lì e un contratto di lavoro vincolante con un datore di lavoro austriaco situato in un distretto di confine designato o in una città statutaria (ad esempio Innsbruck, Salisburgo, Villach). Il Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS) continuerà a rilasciare un parere sul mercato del lavoro, ma il controllo sarà limitato al distretto locale, molto più rapido rispetto alla verifica nazionale richiesta per la Carta Rosso-Bianco-Rossa. La validità iniziale è fino a due anni, rinnovabile per cinque.
Per le multinazionali con stabilimenti gemelli su entrambi i lati del confine, il permesso rappresenta una svolta. I fornitori automotive di Bratislava possono ora assegnare ingegneri non UE alla loro sede austriaca di Parndorf senza trasferire le famiglie, mentre le start-up tecnologiche di Vienna possono coinvolgere specialisti basati a Budapest per sprint in loco. I team HR dovrebbero aggiornare le politiche di assegnazione e le configurazioni salariali: sebbene la coordinazione della sicurezza sociale segua le normative UE, l’imposta sul reddito potrebbe cambiare una volta superati i 183 giorni lavorativi in Austria.
Consigli pratici includono la preparazione di prove di alloggio nel paese d’origine, traduzioni giurate dei contratti di lavoro e la dimostrazione di almeno 45 minuti di tragitto in un senso — criteri che gli ufficiali dell’immigrazione esaminano attentamente. I dipendenti devono inoltre registrarsi presso le autorità locali Meldeamt entro tre giorni da ogni pernottamento in Austria per evitare sanzioni.
Le autorità stimano che nel primo anno saranno rilasciati circa 250 permessi, ma le associazioni imprenditoriali accolgono con favore questa svolta simbolica. L’Austria si unisce così a Germania, Francia e Svizzera nell’offrire permessi dedicati ai lavoratori frontalieri, segnalando un approccio più flessibile alle carenze di competenze regionali senza aprire le porte a un’immigrazione incontrollata.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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