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L'abbassamento dei dazi USA sui prodotti svizzeri entra in vigore con effetto retroattivo, alleviando la pressione sugli esportatori

dic 11, 2025
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L'abbassamento dei dazi USA sui prodotti svizzeri entra in vigore con effetto retroattivo, alleviando la pressione sugli esportatori
La comunità imprenditoriale svizzera ha finalmente ricevuto un concreto sollievo il 10 dicembre, dopo mesi di incertezza: il Consiglio federale ha confermato che la decisione di Washington di ridurre i dazi punitivi sulle merci svizzere dal 39% al 15% sarà applicata retroattivamente dal 14 novembre 2025.

Questa misura ristabilisce una quasi parità con i concorrenti dell’UE e riduce immediatamente il dazio statunitense ponderato per il commercio sulle esportazioni svizzere a una stima del 7-9%. I settori maggiormente colpiti — tra cui macchinari di precisione, coltelli di lusso e soprattutto prodotti farmaceutici — possono ora riprendere i normali programmi di spedizione, che molte aziende avevano congelato in attesa di chiarezza. Carl Elsener, amministratore delegato di Victorinox, ha definito questo passo “finalmente un quadro gestibile”, dopo aver visto i dazi USA salire ai livelli più alti in Europa durante l’ondata tariffaria estiva dell’amministrazione Trump.

L'abbassamento dei dazi USA sui prodotti svizzeri entra in vigore con effetto retroattivo, alleviando la pressione sugli esportatori


Dietro le quinte, la sospensione dei dazi è legata a un ambizioso impegno di mobilità aziendale: le multinazionali svizzere si sono impegnate a investire 200 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro la fine del 2028. Questa promessa sta già innescando discussioni interne di trasferimento in diverse aziende dei settori life-science e ingegneristico, con i team di mobilità globale che pianificano incarichi a breve termine per il lancio di progetti, esigenze di visto nelle categorie L-1 ed E-2 e budget per l’equilibrio fiscale.

Per i responsabili della mobilità la data retroattiva è fondamentale. Le merci già in transito da metà novembre potranno beneficiare di rimborsi, e i pacchetti di trasferimento dei dipendenti calcolati su ipotesi di dazi peggiori potrebbero ora dover essere ricalibrati. Inoltre, l’accordo fissa un tetto del 15% su eventuali futuri dazi “per motivi di sicurezza nazionale” sui prodotti farmaceutici svizzeri — una rassicurazione cruciale per le aziende farmaceutiche con sede a Basilea, che spesso ruotano personale e campioni attraverso l’Atlantico.

I negoziatori devono ancora trasformare l’accordo provvisorio in un’intesa legalmente vincolante entro l’inizio del 2026, e il ministro dell’Economia Guy Parmelin ha avvertito che “non si può mai sapere cosa potrebbe accadere”. Tuttavia, gli analisti commerciali del KOF ETH di Zurigo stimano che il taglio dei dazi potrebbe aggiungere dallo 0,3 allo 0,5% al PIL svizzero nel 2026, sostenendo la domanda di viaggi d’affari verso l’estero e incarichi di progetto negli USA, anche mentre le aziende continuano a diversificare le loro catene di approvvigionamento.
Fonte: Reuters

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