
Il colosso farmaceutico globale Pfizer ha confermato il 10 dicembre che ridurrà il proprio organico in Svizzera da circa 300 a circa 70 dipendenti entro la fine dell’anno, nell’ambito di un programma pluriennale di riduzione dei costi. La ristrutturazione, inizialmente riportata da Bloomberg e successivamente confermata dall’azienda, fa parte di uno sforzo per realizzare risparmi globali pari a 7,7 miliardi di dollari dopo il crollo dei ricavi legati al COVID.
Dal punto di vista della mobilità, i tagli sono significativi: il sito di Pfizer a Zurigo ha da tempo svolto il ruolo di hub regionale, ospitando numerosi assegnati a breve termine e programmi di leadership rotazionale per i mercati EMEA. Fonti interne alle risorse umane riferiscono che almeno due terzi dei ruoli interessati coinvolgono personale internazionalmente mobile, i cui permessi saranno o ridotti o convertiti in modalità di lavoro da remoto. Le autorità del Cantone di Zurigo hanno già fornito indicazioni sulle cancellazioni anticipate dei permessi, sottolineando l’obbligo di preavviso di 30 giorni e la necessità di dichiarazioni di uscita al controllo di frontiera.
La decisione arriva in un momento in cui la Svizzera è sotto crescente scrutinio per l’uso dei permessi B e gli obblighi di integrazione locale. I consulenti per la mobilità avvertono che le cessazioni improvvise possono generare violazioni involontarie di soggiorno per cittadini non UE, in particolare per gli americani in missione che devono passare a uno status di breve soggiorno se impegnati in attività di passaggio di consegne.
A complicare la situazione, Novartis ha annunciato a novembre piani per tagliare fino a 550 posti di lavoro in un sito del Basilea-Landschaft entro il 2027. La concentrazione di licenziamenti nel settore farmaceutico potrebbe saturare il mercato locale del talento proprio mentre le aziende si contendono quote limitate per lavoratori di paesi terzi nel 2026. Alcuni dipendenti in trasferimento potrebbero optare per incarichi intra-UE, sollevando questioni sulla copertura della sicurezza sociale e sull’esportabilità dell’assicurazione contro la disoccupazione.
Pfizer offre pacchetti di trasferimento o rimpatrio “generosi”, secondo un memo interno visionato da Reuters, ma i team di mobilità devono gestire tempi più lunghi per la risoluzione dei contratti di locazione secondo la legge svizzera e garantire la continuità dell’assicurazione sanitaria fino alla partenza. I consulenti legali raccomandano di avviare subito le riconciliazioni per l’equalizzazione fiscale per evitare sorprese sui fringe benefit alla scadenza della dichiarazione 2025.
Dal punto di vista della mobilità, i tagli sono significativi: il sito di Pfizer a Zurigo ha da tempo svolto il ruolo di hub regionale, ospitando numerosi assegnati a breve termine e programmi di leadership rotazionale per i mercati EMEA. Fonti interne alle risorse umane riferiscono che almeno due terzi dei ruoli interessati coinvolgono personale internazionalmente mobile, i cui permessi saranno o ridotti o convertiti in modalità di lavoro da remoto. Le autorità del Cantone di Zurigo hanno già fornito indicazioni sulle cancellazioni anticipate dei permessi, sottolineando l’obbligo di preavviso di 30 giorni e la necessità di dichiarazioni di uscita al controllo di frontiera.
La decisione arriva in un momento in cui la Svizzera è sotto crescente scrutinio per l’uso dei permessi B e gli obblighi di integrazione locale. I consulenti per la mobilità avvertono che le cessazioni improvvise possono generare violazioni involontarie di soggiorno per cittadini non UE, in particolare per gli americani in missione che devono passare a uno status di breve soggiorno se impegnati in attività di passaggio di consegne.
A complicare la situazione, Novartis ha annunciato a novembre piani per tagliare fino a 550 posti di lavoro in un sito del Basilea-Landschaft entro il 2027. La concentrazione di licenziamenti nel settore farmaceutico potrebbe saturare il mercato locale del talento proprio mentre le aziende si contendono quote limitate per lavoratori di paesi terzi nel 2026. Alcuni dipendenti in trasferimento potrebbero optare per incarichi intra-UE, sollevando questioni sulla copertura della sicurezza sociale e sull’esportabilità dell’assicurazione contro la disoccupazione.
Pfizer offre pacchetti di trasferimento o rimpatrio “generosi”, secondo un memo interno visionato da Reuters, ma i team di mobilità devono gestire tempi più lunghi per la risoluzione dei contratti di locazione secondo la legge svizzera e garantire la continuità dell’assicurazione sanitaria fino alla partenza. I consulenti legali raccomandano di avviare subito le riconciliazioni per l’equalizzazione fiscale per evitare sorprese sui fringe benefit alla scadenza della dichiarazione 2025.
Fonte: Reuters
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