
Dopo mesi di diplomazia silenziosa, Regno Unito e UE sono pronti ad annunciare il ritorno della Gran Bretagna al programma di scambio studentesco Erasmus+, ha riportato il Financial Times il 16 dicembre 2025. Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano il contributo annuale del Regno Unito, stimato intorno a 120 milioni di sterline, con Bruxelles che offre uno sconto del 30% nel primo anno. L’accordo realizza la promessa elettorale del Partito Laburista di ricostruire i legami educativi interrotti nel 2020 ed è visto come un passo di fiducia verso un’intesa più ampia sulla mobilità giovanile, che potrebbe permettere ai giovani tra i 18 e i 30 anni di lavorare e viaggiare nei rispettivi territori fino a tre anni.
Il rientro nel programma significa che gli studenti universitari britannici potranno nuovamente studiare nelle università europee pagando le tasse domestiche e ricevendo borse Erasmus; reciprocamente, gli studenti UE potranno frequentare le università del Regno Unito alle stesse condizioni. Universities UK e il Russell Group hanno accolto con favore la decisione, citando dati che dimostrano come la mobilità internazionale aumenti i guadagni dei laureati e migliori le competenze linguistiche.
Per i responsabili della mobilità globale le implicazioni sono doppie. In primo luogo, le esperienze Erasmus spesso creano canali preferenziali per l’assunzione di neolaureati; i datori di lavoro dovrebbero rivedere le strategie di reclutamento dei giovani talenti per sfruttare un bacino di candidati con maggiore esperienza internazionale a partire dal 2027. In secondo luogo, il prossimo accordo sulla mobilità giovanile potrebbe semplificare i trasferimenti intra-aziendali a breve termine e gli stage, riducendo la burocrazia dei visti per il personale junior.
Rimangono dubbi sul futuro del programma nazionale Turing, che ha sostituito Erasmus nel 2021 e finanzia scambi a livello globale (non solo europeo). I ministri hanno lasciato intendere che Turing potrebbe essere riorientato verso destinazioni extraeuropee anziché essere abolito, ma è probabile che ci siano sovrapposizioni di budget. Le aziende sono invitate a restare vigili in vista delle consultazioni sulla nuova architettura dei finanziamenti nel 2026.
Il rientro nel programma significa che gli studenti universitari britannici potranno nuovamente studiare nelle università europee pagando le tasse domestiche e ricevendo borse Erasmus; reciprocamente, gli studenti UE potranno frequentare le università del Regno Unito alle stesse condizioni. Universities UK e il Russell Group hanno accolto con favore la decisione, citando dati che dimostrano come la mobilità internazionale aumenti i guadagni dei laureati e migliori le competenze linguistiche.
Per i responsabili della mobilità globale le implicazioni sono doppie. In primo luogo, le esperienze Erasmus spesso creano canali preferenziali per l’assunzione di neolaureati; i datori di lavoro dovrebbero rivedere le strategie di reclutamento dei giovani talenti per sfruttare un bacino di candidati con maggiore esperienza internazionale a partire dal 2027. In secondo luogo, il prossimo accordo sulla mobilità giovanile potrebbe semplificare i trasferimenti intra-aziendali a breve termine e gli stage, riducendo la burocrazia dei visti per il personale junior.
Rimangono dubbi sul futuro del programma nazionale Turing, che ha sostituito Erasmus nel 2021 e finanzia scambi a livello globale (non solo europeo). I ministri hanno lasciato intendere che Turing potrebbe essere riorientato verso destinazioni extraeuropee anziché essere abolito, ma è probabile che ci siano sovrapposizioni di budget. Le aziende sono invitate a restare vigili in vista delle consultazioni sulla nuova architettura dei finanziamenti nel 2026.
Fonte: Financial Times
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