
In una mossa carica di simbolismo, il governo Starmer ha confermato questa settimana che il Regno Unito rientrerà nel programma di scambio Erasmus+ dell’UE a partire da settembre 2026. La decisione — parte del “capitolo mobilità giovanile” negoziato il mese scorso tra UK e UE — apre a fino a 30.000 partecipanti britannici all’anno opportunità di studio, apprendistato e tirocini giovanili completamente finanziati.
A differenza dell’accordo pre-Brexit, il nuovo patto si estende oltre le università, includendo college di istruzione superiore, istituti professionali e programmi per giovani svantaggiati. Il Dipartimento per l’Istruzione coprirà il contributo annuo del Regno Unito di 580 milioni di sterline attraverso un mix di fondi del Tesoro e sovvenzioni riassegnate dal Turing Scheme.
Il rientro in Erasmus+ è il segnale più chiaro finora che il Labour intende ricostruire legami concreti con l’Europa, pur escludendo l’adesione al mercato unico. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore l’annuncio, sottolineando che i tirocini brevi sotto Erasmus+ saranno esentati dal limite di 90/180 giorni nell’area Schengen — un vantaggio per le aziende che ruotano apprendisti tra sedi UE e UK.
Il Ministero dell’Interno ha confermato che i partecipanti riceveranno visti “Erasmus Mobility” esenti da tasse, validi fino a 12 mesi, con lo status digitale archiviato nel sistema e-Visa britannico. Gli sponsor dovranno comunque effettuare controlli di sicurezza, ma l’esenzione elimina il costo dell’Immigration Skills Charge, riducendo di circa 1.300 sterline i costi dei tirocini. Universities UK prevede che il programma porterà 1,2 miliardi di sterline nelle economie regionali grazie alle spese per affitti e costi di vita degli studenti in arrivo.
A differenza dell’accordo pre-Brexit, il nuovo patto si estende oltre le università, includendo college di istruzione superiore, istituti professionali e programmi per giovani svantaggiati. Il Dipartimento per l’Istruzione coprirà il contributo annuo del Regno Unito di 580 milioni di sterline attraverso un mix di fondi del Tesoro e sovvenzioni riassegnate dal Turing Scheme.
Il rientro in Erasmus+ è il segnale più chiaro finora che il Labour intende ricostruire legami concreti con l’Europa, pur escludendo l’adesione al mercato unico. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore l’annuncio, sottolineando che i tirocini brevi sotto Erasmus+ saranno esentati dal limite di 90/180 giorni nell’area Schengen — un vantaggio per le aziende che ruotano apprendisti tra sedi UE e UK.
Il Ministero dell’Interno ha confermato che i partecipanti riceveranno visti “Erasmus Mobility” esenti da tasse, validi fino a 12 mesi, con lo status digitale archiviato nel sistema e-Visa britannico. Gli sponsor dovranno comunque effettuare controlli di sicurezza, ma l’esenzione elimina il costo dell’Immigration Skills Charge, riducendo di circa 1.300 sterline i costi dei tirocini. Universities UK prevede che il programma porterà 1,2 miliardi di sterline nelle economie regionali grazie alle spese per affitti e costi di vita degli studenti in arrivo.
Fonte: The Guardian
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