
Il Home Office ha silenziosamente approvato un’estensione di un anno per centinaia di visti Skilled Worker detenuti da agenti penitenziari provenienti da Nigeria e Ghana. Fino a questa settimana, molti di questi agenti — assunti dal 2023 per colmare le carenze di personale nelle carceri rurali — rischiavano il licenziamento perché i loro stipendi, tra £32.000 e £35.000, erano inferiori alla nuova soglia di £41.700 prevista per i lavoratori qualificati, entrata in vigore il 16 dicembre.
Il Segretario alla Giustizia David Lammy e il Ministro delle Prigioni James Timpson hanno sostenuto che senza questi agenti stranieri alcune strutture sarebbero costrette a ridurre i programmi o a tenere i detenuti chiusi in cella per 23 ore al giorno, con gravi rischi per la sicurezza. La loro posizione ha prevalso sulla resistenza della Segretaria di Stato per l’Interno Shabana Mahmood, contraria a qualsiasi deroga alla politica migratoria post-Brexit basata su “alti salari”.
Con questa misura temporanea, gli agenti interessati potranno continuare a lavorare fino al 31 dicembre 2026, mentre i ministri conducono una revisione urgente della forza lavoro. I funzionari hanno sottolineato che si tratta di una concessione “una tantum” e hanno esortato gli operatori penitenziari, sia pubblici che privati, ad accelerare le assunzioni nazionali.
Per i datori di lavoro, la decisione elimina la minaccia immediata di numerose posizioni vacanti, ma non risolve il problema di come le carceri potranno rispettare il nuovo salario minimo l’anno prossimo. I team delle risorse umane stanno già valutando aumenti salariali o la riclassificazione dei ruoli per mantenere l’idoneità alla sponsorizzazione. I sindacati hanno accolto con favore la sospensione, ma hanno sottolineato la necessità di una strategia a lungo termine per la forza lavoro, piuttosto che di “visti d’emergenza”.
Il Segretario alla Giustizia David Lammy e il Ministro delle Prigioni James Timpson hanno sostenuto che senza questi agenti stranieri alcune strutture sarebbero costrette a ridurre i programmi o a tenere i detenuti chiusi in cella per 23 ore al giorno, con gravi rischi per la sicurezza. La loro posizione ha prevalso sulla resistenza della Segretaria di Stato per l’Interno Shabana Mahmood, contraria a qualsiasi deroga alla politica migratoria post-Brexit basata su “alti salari”.
Con questa misura temporanea, gli agenti interessati potranno continuare a lavorare fino al 31 dicembre 2026, mentre i ministri conducono una revisione urgente della forza lavoro. I funzionari hanno sottolineato che si tratta di una concessione “una tantum” e hanno esortato gli operatori penitenziari, sia pubblici che privati, ad accelerare le assunzioni nazionali.
Per i datori di lavoro, la decisione elimina la minaccia immediata di numerose posizioni vacanti, ma non risolve il problema di come le carceri potranno rispettare il nuovo salario minimo l’anno prossimo. I team delle risorse umane stanno già valutando aumenti salariali o la riclassificazione dei ruoli per mantenere l’idoneità alla sponsorizzazione. I sindacati hanno accolto con favore la sospensione, ma hanno sottolineato la necessità di una strategia a lungo termine per la forza lavoro, piuttosto che di “visti d’emergenza”.
Fonte: The Times
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