
L'ambasciata degli Stati Uniti in India ha emesso un avviso insolito il 23 dicembre, invitando i richiedenti visti H-1B e H-4 a presentare domanda “con largo anticipo” rispetto ai piani di viaggio, a causa di un controllo più approfondito dei social media che sta allungando i tempi di elaborazione. Dal 15 dicembre, il Dipartimento di Stato USA ha esteso i controlli sulla presenza online — precedentemente applicati solo a casi selezionati — a tutte le petizioni di queste categorie a livello mondiale.
I professionisti indiani rappresentano il gruppo più numeroso di titolari di visti H-1B, quindi le conseguenze sono immediate: centinaia di ingegneri rientrati in patria per le festività segnalano che gli appuntamenti per i colloqui sono stati posticipati a marzo o aprile, mettendo a rischio scadenze di progetto e pagamenti salariali. Alcuni datori di lavoro stanno correndo ai ripari presentando richieste di proroga d’emergenza o spostando temporaneamente il lavoro all’estero.
Le autorità sottolineano che il controllo più rigoroso mira a prevenire abusi del programma e a tutelare la sicurezza nazionale, in linea con la linea dura del presidente Donald Trump. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione evidenziano che questo ulteriore passaggio può allungare la “procedura amministrativa” di 2-6 settimane, un ritardo critico per i titolari di visto la cui autorizzazione al lavoro dipende dal rientro fisico negli Stati Uniti.
I team HR e mobility consigliano ora ai dipendenti in trasferta di: 1) rinnovare il visto almeno sei mesi prima della scadenza; 2) pulire i profili social pubblici da eventuali incongruenze; 3) prevedere tempi di margine nei piani di progetto. Le aziende con frequenti rotazioni India-USA sono invitate a diversificare i calendari di viaggio per evitare un collo di bottiglia primaverile nei consolati.
Sul lungo termine, l’episodio mette in luce la fragilità delle pipeline di mobilità dei talenti tra i due poli dell’innovazione. Le associazioni di settore NASSCOM e US-India Business Council hanno chiesto un processo “prevedibile e trasparente”, avvertendo che l’incertezza prolungata potrebbe spingere sempre più lavoro altamente qualificato verso Canada e Europa occidentale.
I professionisti indiani rappresentano il gruppo più numeroso di titolari di visti H-1B, quindi le conseguenze sono immediate: centinaia di ingegneri rientrati in patria per le festività segnalano che gli appuntamenti per i colloqui sono stati posticipati a marzo o aprile, mettendo a rischio scadenze di progetto e pagamenti salariali. Alcuni datori di lavoro stanno correndo ai ripari presentando richieste di proroga d’emergenza o spostando temporaneamente il lavoro all’estero.
Le autorità sottolineano che il controllo più rigoroso mira a prevenire abusi del programma e a tutelare la sicurezza nazionale, in linea con la linea dura del presidente Donald Trump. Tuttavia, gli avvocati specializzati in immigrazione evidenziano che questo ulteriore passaggio può allungare la “procedura amministrativa” di 2-6 settimane, un ritardo critico per i titolari di visto la cui autorizzazione al lavoro dipende dal rientro fisico negli Stati Uniti.
I team HR e mobility consigliano ora ai dipendenti in trasferta di: 1) rinnovare il visto almeno sei mesi prima della scadenza; 2) pulire i profili social pubblici da eventuali incongruenze; 3) prevedere tempi di margine nei piani di progetto. Le aziende con frequenti rotazioni India-USA sono invitate a diversificare i calendari di viaggio per evitare un collo di bottiglia primaverile nei consolati.
Sul lungo termine, l’episodio mette in luce la fragilità delle pipeline di mobilità dei talenti tra i due poli dell’innovazione. Le associazioni di settore NASSCOM e US-India Business Council hanno chiesto un processo “prevedibile e trasparente”, avvertendo che l’incertezza prolungata potrebbe spingere sempre più lavoro altamente qualificato verso Canada e Europa occidentale.
Fonte: The Indian Express