
L'OCSE ha pubblicato oggi il suo Rapporto sulle Migrazioni Internazionali 2025, dedicando un capitolo speciale al mercato del lavoro tedesco nel periodo post-pandemico. Secondo il rapporto, la Germania ha rilasciato 233.000 permessi di soggiorno per lavoratori qualificati alla prima emissione nel 2024/25, con un aumento del 27% rispetto all'anno precedente, ma continua a registrare una carenza di 390.000 professionisti STEM. Lo studio attribuisce questo divario al pensionamento accelerato della generazione dei baby boomer e a una modesta adesione da parte dei migranti provenienti dall’UE.
Principali risultati –
• La nuova ‘Opportunity Card’ tedesca ha attratto 11.500 titolari nel suo primo anno, ma i ritardi burocratici medi sono di 62 giorni.
• L’ampliamento delle quote per i Balcani occidentali ha portato a un aumento del 41% dei visti di lavoro per Serbia, Bosnia e Albania.
• Il 58% delle PMI tedesche intervistate indica la gestione dei visti come un ‘ostacolo significativo’ alle assunzioni.
Raccomandazioni politiche –
L’OCSE invita la Germania a implementare un portale digitale unico per il riconoscimento delle qualifiche straniere e a estendere i servizi consolari in lingua inglese oltre le attuali 12 sedi. Avverte inoltre che l’inasprimento recente delle regole di naturalizzazione – con l’eliminazione della procedura accelerata di tre anni – potrebbe ridurre la permanenza a lungo termine, a meno che non venga compensato da opzioni più rapide per il permesso di soggiorno permanente.
Aspetto aziendale –
I team HR devono prepararsi a una competizione sempre più intensa per i talenti globali e potrebbero dover sponsorizzare i titolari di Blue Card prima del previsto, visto il calo delle soglie salariali nel 2026. L’OCSE apprezza i programmi di integrazione guidati dai datori di lavoro, come ‘Welcome2Work’ di Siemens, che riducono il tasso di abbandono precoce del 18%.
Suggerimento pratico –
Le aziende che prevedono assunzioni su larga scala nel 2026 dovrebbero già ora collaborare con le camere di commercio locali per sperimentare il programma Recognition Partnership e assicurarsi appuntamenti di consulenza prima che la domanda aumenti.
Principali risultati –
• La nuova ‘Opportunity Card’ tedesca ha attratto 11.500 titolari nel suo primo anno, ma i ritardi burocratici medi sono di 62 giorni.
• L’ampliamento delle quote per i Balcani occidentali ha portato a un aumento del 41% dei visti di lavoro per Serbia, Bosnia e Albania.
• Il 58% delle PMI tedesche intervistate indica la gestione dei visti come un ‘ostacolo significativo’ alle assunzioni.
Raccomandazioni politiche –
L’OCSE invita la Germania a implementare un portale digitale unico per il riconoscimento delle qualifiche straniere e a estendere i servizi consolari in lingua inglese oltre le attuali 12 sedi. Avverte inoltre che l’inasprimento recente delle regole di naturalizzazione – con l’eliminazione della procedura accelerata di tre anni – potrebbe ridurre la permanenza a lungo termine, a meno che non venga compensato da opzioni più rapide per il permesso di soggiorno permanente.
Aspetto aziendale –
I team HR devono prepararsi a una competizione sempre più intensa per i talenti globali e potrebbero dover sponsorizzare i titolari di Blue Card prima del previsto, visto il calo delle soglie salariali nel 2026. L’OCSE apprezza i programmi di integrazione guidati dai datori di lavoro, come ‘Welcome2Work’ di Siemens, che riducono il tasso di abbandono precoce del 18%.
Suggerimento pratico –
Le aziende che prevedono assunzioni su larga scala nel 2026 dovrebbero già ora collaborare con le camere di commercio locali per sperimentare il programma Recognition Partnership e assicurarsi appuntamenti di consulenza prima che la domanda aumenti.
Fonte: OECD
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