
Il Ministero della Politica Territoriale spagnolo ha confermato il 29 dicembre che poco più di 1.000 minori migranti non accompagnati sono stati trasferiti dalle Isole Canarie, Ceuta e Melilla alle regioni della terraferma da giugno. I trasferimenti sono stati resi possibili dalla riforma di quest’anno dell’Articolo 35 della Legge sull’Immigrazione, che ha creato un meccanismo formale di “contingenza” obbligando tutte le comunità autonome a condividere la responsabilità quando gli arrivi di minori superano la capacità locale.
Il cambiamento di politica è stato promosso dalle Canarie, regione di frontiera che ha ricevuto oltre 16.000 minori durante l’ondata migratoria 2023-24. Nel nuovo quadro, Madrid coordina e finanzia viaggi, accoglienza e assistenza a lungo termine, mentre le regioni ospitanti ricevono contributi pro capite per coprire i costi di istruzione, alloggio e servizi sociali. Finora sono stati aperti 1.241 fascicoli e emessi 810 ordini di ricollocamento, con 368 trasferimenti completati e diverse centinaia di minori richiedenti asilo già spostati con precedenti programmi ad hoc.
Per i team di mobilità globale, la misura riduce la pressione sulle infrastrutture sociali delle Canarie, una buona notizia per le aziende con attività legate al turismo, alla logistica e ai progetti di energie rinnovabili nell’arcipelago. Tuttavia, i funzionari del Ministero dell’Interno avvertono che la capacità della terraferma è limitata; un nuovo picco di attraversamenti atlantici potrebbe spingere a richieste di condivisione degli oneri a livello UE, simile al progetto pilota di ricollocamento dei rifugiati dell’Unione.
La riforma affronta anche ostacoli politici. Il leader dell’opposizione conservatrice, Alberto Núñez Feijóo, ha annunciato che abrogherebbe l’Articolo 35 se eletto, spingendo l’attuale governo a definire la norma un “traguardo storico per i diritti umani” da tutelare.
I datori di lavoro che sponsorizzano programmi di ricongiungimento familiare o tutela dovrebbero monitorare eventuali ulteriori modifiche normative nel 2026, in particolare riguardo alla standardizzazione della documentazione dei percorsi scolastici dei minori nelle 17 comunità autonome spagnole.
Il cambiamento di politica è stato promosso dalle Canarie, regione di frontiera che ha ricevuto oltre 16.000 minori durante l’ondata migratoria 2023-24. Nel nuovo quadro, Madrid coordina e finanzia viaggi, accoglienza e assistenza a lungo termine, mentre le regioni ospitanti ricevono contributi pro capite per coprire i costi di istruzione, alloggio e servizi sociali. Finora sono stati aperti 1.241 fascicoli e emessi 810 ordini di ricollocamento, con 368 trasferimenti completati e diverse centinaia di minori richiedenti asilo già spostati con precedenti programmi ad hoc.
Per i team di mobilità globale, la misura riduce la pressione sulle infrastrutture sociali delle Canarie, una buona notizia per le aziende con attività legate al turismo, alla logistica e ai progetti di energie rinnovabili nell’arcipelago. Tuttavia, i funzionari del Ministero dell’Interno avvertono che la capacità della terraferma è limitata; un nuovo picco di attraversamenti atlantici potrebbe spingere a richieste di condivisione degli oneri a livello UE, simile al progetto pilota di ricollocamento dei rifugiati dell’Unione.
La riforma affronta anche ostacoli politici. Il leader dell’opposizione conservatrice, Alberto Núñez Feijóo, ha annunciato che abrogherebbe l’Articolo 35 se eletto, spingendo l’attuale governo a definire la norma un “traguardo storico per i diritti umani” da tutelare.
I datori di lavoro che sponsorizzano programmi di ricongiungimento familiare o tutela dovrebbero monitorare eventuali ulteriori modifiche normative nel 2026, in particolare riguardo alla standardizzazione della documentazione dei percorsi scolastici dei minori nelle 17 comunità autonome spagnole.