
I dati ufficiali pubblicati il 29 dicembre mostrano che quest'anno 25.767 cittadini stranieri sono entrati in Spagna tramite il programma Gestión Colectiva de Contrataciones en Origen (Gecco), con un aumento del 25% rispetto al 2024. Gecco consente ai datori di lavoro spagnoli, principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’ospitalità e della logistica, di reclutare stagionalmente personale direttamente in paesi come Marocco, Colombia e Honduras, bypassando le normali quote per i permessi di lavoro.
L’aumento riflette una forte domanda di manodopera in un contesto di arrivi turistici record e mercato del lavoro interno ristretto. I datori di lavoro sottolineano come il processo semplificato di Gecco — fiere di reclutamento congiunte, visti pre-approvati e voli charter — rappresenti un vantaggio rispetto alla procedura ordinaria per i permessi di lavoro, che può richiedere ancora diversi mesi. Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione ha confermato che un nuovo decreto ministeriale per la stagione 2026 sarà pubblicato a inizio gennaio e si prevede un ampliamento dell’elenco delle professioni ammesse.
Per i responsabili della mobilità, Gecco offre un flusso prevedibile di manodopera legale, ma comporta obblighi di conformità: i datori di lavoro devono garantire il viaggio di ritorno e l’alloggio, mentre i lavoratori sono limitati a soggiorni di massimo nove mesi. Il mancato rispetto dei contratti può comportare sanzioni e riduzioni future delle quote.
Il programma è anche politicamente delicato. I sindacati sostengono che le rotazioni stagionali ripetute alimentano la precarietà, mentre le associazioni imprenditoriali ritengono che Gecco sia essenziale per la competitività agricola spagnola nel mercato unico europeo. Gli osservatori prevedono che il prossimo decreto potrebbe sperimentare permessi pluriennali per i lavoratori più meritevoli, fungendo da ponte verso una residenza a lungo termine, in linea con le riforme già introdotte per studenti e nomadi digitali.
Le aziende dovrebbero iniziare fin da ora a pianificare la forza lavoro. Un coinvolgimento anticipato con gli uffici regionali del lavoro e i consolati sarà fondamentale per assicurarsi i posti prima dell’apertura della finestra di reclutamento, prevista per marzo.
L’aumento riflette una forte domanda di manodopera in un contesto di arrivi turistici record e mercato del lavoro interno ristretto. I datori di lavoro sottolineano come il processo semplificato di Gecco — fiere di reclutamento congiunte, visti pre-approvati e voli charter — rappresenti un vantaggio rispetto alla procedura ordinaria per i permessi di lavoro, che può richiedere ancora diversi mesi. Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione ha confermato che un nuovo decreto ministeriale per la stagione 2026 sarà pubblicato a inizio gennaio e si prevede un ampliamento dell’elenco delle professioni ammesse.
Per i responsabili della mobilità, Gecco offre un flusso prevedibile di manodopera legale, ma comporta obblighi di conformità: i datori di lavoro devono garantire il viaggio di ritorno e l’alloggio, mentre i lavoratori sono limitati a soggiorni di massimo nove mesi. Il mancato rispetto dei contratti può comportare sanzioni e riduzioni future delle quote.
Il programma è anche politicamente delicato. I sindacati sostengono che le rotazioni stagionali ripetute alimentano la precarietà, mentre le associazioni imprenditoriali ritengono che Gecco sia essenziale per la competitività agricola spagnola nel mercato unico europeo. Gli osservatori prevedono che il prossimo decreto potrebbe sperimentare permessi pluriennali per i lavoratori più meritevoli, fungendo da ponte verso una residenza a lungo termine, in linea con le riforme già introdotte per studenti e nomadi digitali.
Le aziende dovrebbero iniziare fin da ora a pianificare la forza lavoro. Un coinvolgimento anticipato con gli uffici regionali del lavoro e i consolati sarà fondamentale per assicurarsi i posti prima dell’apertura della finestra di reclutamento, prevista per marzo.