
Un volo charter operato nell’ambito del programma brasiliano “Aqui é Brasil” è atterrato a Belo Horizonte/Confins poco prima della mezzanotte del 31 dicembre con a bordo 124 brasiliani rimpatriati, portando il totale dei rimpatri dagli Stati Uniti nel 2025 a un record di 3.012 persone.
Il volo, il 37° dell’anno e quasi il doppio rispetto al 2024, ha attivato un corridoio di accoglienza multi-agenzia che coinvolge i ministeri dei Diritti Umani, della Salute, della Giustizia e dello Sviluppo Sociale, oltre all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I rimpatriati hanno ricevuto controlli medici, pasti, contributi per i viaggi successivi e accesso immediato alla registrazione per l’assistenza sociale.
Le autorità segnalano che circa il 60% degli arrivati intende stabilirsi fuori dal proprio stato d’origine, evidenziando la necessità di coordinamento tra gli uffici municipali del lavoro. Per far fronte a questa esigenza, Brasilia aumenterà il budget del programma per il 2026 del 35% e amplierà le collaborazioni con enti di formazione linguistica.
Per le aziende, questo aumento rappresenta un monito sul rafforzamento dei controlli sugli overstays negli Stati Uniti. Le espulsioni accelerate possono comportare divieti di rientro fino a cinque anni, mettendo a rischio future missioni lavorative. I team HR dovrebbero verificare i record I-94, rafforzare la formazione sulla conformità e consigliare il personale di evitare anche brevi periodi di irregolarità.
L’ondata di rimpatriati qualificati, spesso bilingue, potrebbe inoltre trasformare i bacini di talenti locali, offrendo alle multinazionali nuove opportunità di assunzione, soprattutto nelle città secondarie desiderose di attrarre investimenti.
Il volo, il 37° dell’anno e quasi il doppio rispetto al 2024, ha attivato un corridoio di accoglienza multi-agenzia che coinvolge i ministeri dei Diritti Umani, della Salute, della Giustizia e dello Sviluppo Sociale, oltre all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I rimpatriati hanno ricevuto controlli medici, pasti, contributi per i viaggi successivi e accesso immediato alla registrazione per l’assistenza sociale.
Le autorità segnalano che circa il 60% degli arrivati intende stabilirsi fuori dal proprio stato d’origine, evidenziando la necessità di coordinamento tra gli uffici municipali del lavoro. Per far fronte a questa esigenza, Brasilia aumenterà il budget del programma per il 2026 del 35% e amplierà le collaborazioni con enti di formazione linguistica.
Per le aziende, questo aumento rappresenta un monito sul rafforzamento dei controlli sugli overstays negli Stati Uniti. Le espulsioni accelerate possono comportare divieti di rientro fino a cinque anni, mettendo a rischio future missioni lavorative. I team HR dovrebbero verificare i record I-94, rafforzare la formazione sulla conformità e consigliare il personale di evitare anche brevi periodi di irregolarità.
L’ondata di rimpatriati qualificati, spesso bilingue, potrebbe inoltre trasformare i bacini di talenti locali, offrendo alle multinazionali nuove opportunità di assunzione, soprattutto nelle città secondarie desiderose di attrarre investimenti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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