
Migliaia di viaggiatori d'affari e di piacere sono rimasti bloccati il 5 gennaio dopo che le compagnie aeree hanno cancellato 44 voli e ne hanno ritardati altri 583 in almeno otto aeroporti della Cina continentale, secondo il portale di settore Travel and Tour World. L'aeroporto internazionale di Pechino Capital ha registrato 130 ritardi e dieci cancellazioni, mentre Shanghai Hongqiao ha segnato 95 ritardi. Anche gli scali di Chengdu Tianfu, Kunming Changshui, Nanjing Lukou e Hangzhou Xiaoshan sono stati fortemente colpiti.
Sebbene le autorità dell'aviazione non abbiano fornito una spiegazione ufficiale, i responsabili delle operazioni delle compagnie aeree hanno attribuito i disagi al perdurare delle condizioni meteorologiche invernali nel nord della Cina, unite alle difficoltà di riposizionamento degli aeromobili dopo il picco dei viaggi di Capodanno. Le interruzioni hanno avuto ripercussioni sui programmi aziendali, con ritardi fino a quattro ore su rotte internazionali molto frequentate verso Tokyo, Hong Kong e Singapore.
Secondo le normative cinesi a tutela dei consumatori, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore possono richiedere un risarcimento in denaro o l’alloggio in hotel, anche se l’applicazione varia a seconda della compagnia. I team di mobilità aziendale dovrebbero ricordare ai dipendenti di (1) documentare gli orari sui biglietti d’imbarco, (2) richiedere comunicazioni scritte sui ritardi ai banchi delle compagnie aeree e (3) conservare ricevute di taxi o pasti per eventuali rimborsi. Le aziende con progetti urgenti a Pechino, Shanghai e Chengdu potrebbero valutare di deviare temporaneamente i voli verso Shenzhen, Guangzhou o Wuhan, aeroporti che il 5 gennaio hanno registrato meno disagi.
A livello strategico, l’episodio evidenzia l’importanza di pianificare soluzioni di emergenza con hub alternativi, ora che il traffico aereo cinese è tornato al 90% dei livelli del 2019. Le imprese che organizzano grandi meeting o corsi di formazione a gennaio dovrebbero prevedere giorni di margine e biglietti flessibili, soprattutto in presenza di rischi meteorologici stagionali come nebbia a Chengdu e ghiaccio a Pechino.
Sebbene le autorità dell'aviazione non abbiano fornito una spiegazione ufficiale, i responsabili delle operazioni delle compagnie aeree hanno attribuito i disagi al perdurare delle condizioni meteorologiche invernali nel nord della Cina, unite alle difficoltà di riposizionamento degli aeromobili dopo il picco dei viaggi di Capodanno. Le interruzioni hanno avuto ripercussioni sui programmi aziendali, con ritardi fino a quattro ore su rotte internazionali molto frequentate verso Tokyo, Hong Kong e Singapore.
Secondo le normative cinesi a tutela dei consumatori, i passeggeri con ritardi superiori a tre ore possono richiedere un risarcimento in denaro o l’alloggio in hotel, anche se l’applicazione varia a seconda della compagnia. I team di mobilità aziendale dovrebbero ricordare ai dipendenti di (1) documentare gli orari sui biglietti d’imbarco, (2) richiedere comunicazioni scritte sui ritardi ai banchi delle compagnie aeree e (3) conservare ricevute di taxi o pasti per eventuali rimborsi. Le aziende con progetti urgenti a Pechino, Shanghai e Chengdu potrebbero valutare di deviare temporaneamente i voli verso Shenzhen, Guangzhou o Wuhan, aeroporti che il 5 gennaio hanno registrato meno disagi.
A livello strategico, l’episodio evidenzia l’importanza di pianificare soluzioni di emergenza con hub alternativi, ora che il traffico aereo cinese è tornato al 90% dei livelli del 2019. Le imprese che organizzano grandi meeting o corsi di formazione a gennaio dovrebbero prevedere giorni di margine e biglietti flessibili, soprattutto in presenza di rischi meteorologici stagionali come nebbia a Chengdu e ghiaccio a Pechino.
Fonte: Travel and Tour World
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