
In una mossa che evidenzia l’inasprimento della posizione di Berlino sull’immigrazione irregolare, il Ministero dell’Interno ha prorogato i controlli “temporanei” al confine terrestre tra Repubblica Ceca e Germania per altre dieci settimane, fino al 15 marzo 2026. L’avviso, pubblicato sulla Gazzetta Federale il 29 dicembre e confermato da Praga il primo gennaio, prevede che gli agenti della Bundespolizei continuino a effettuare controlli a campione su passaporti e veicoli lungo le rotte ferroviarie, stradali e degli autobus.
I trasportatori segnalano già code di chilometri lungo i corridoi A6 e D5, mentre gli operatori ferroviari sulla linea Praga-Berlino avvertono ritardi di 30 minuti quando vengono controllati interi vagoni. Sebbene i passaporti non vengano timbrati, i controlli violano il principio di libera circolazione di Schengen e complicano le catene di approvvigionamento “just-in-time” che servono gli stabilimenti automobilistici tedeschi concentrati in Sassonia e Baviera.
Per i pendolari transfrontalieri — stimati in 12.000 cittadini cechi che lavorano nella Germania orientale — la proroga allunga l’incertezza quotidiana. I responsabili della mobilità consigliano al personale di portare con sé prova di residenza e contratti di lavoro per evitare ulteriori interrogatori, e di prevedere tempi di margine nei turni. Alcune aziende stanno emettendo lettere bilingue che attestano lo status di lavoratore essenziale per facilitare il passaggio ai posti di controllo temporanei.
La decisione porta la Germania vicino al limite di sei mesi imposto dall’UE per i controlli interni a Schengen. Bruxelles ha più volte invitato Berlino a adottare un approccio più intelligente e basato sull’intelligence, invece di controlli generalizzati, ma la ministra dell’Interno Nancy Faeser insiste che la misura è necessaria fino all’entrata in vigore delle nuove regole sull’asilo prevista per quest’anno. Le associazioni di categoria avvertono le imprese di prepararsi a proroghe continue e di fare pressione per corsie dedicate ai viaggiatori fidati.
I trasportatori segnalano già code di chilometri lungo i corridoi A6 e D5, mentre gli operatori ferroviari sulla linea Praga-Berlino avvertono ritardi di 30 minuti quando vengono controllati interi vagoni. Sebbene i passaporti non vengano timbrati, i controlli violano il principio di libera circolazione di Schengen e complicano le catene di approvvigionamento “just-in-time” che servono gli stabilimenti automobilistici tedeschi concentrati in Sassonia e Baviera.
Per i pendolari transfrontalieri — stimati in 12.000 cittadini cechi che lavorano nella Germania orientale — la proroga allunga l’incertezza quotidiana. I responsabili della mobilità consigliano al personale di portare con sé prova di residenza e contratti di lavoro per evitare ulteriori interrogatori, e di prevedere tempi di margine nei turni. Alcune aziende stanno emettendo lettere bilingue che attestano lo status di lavoratore essenziale per facilitare il passaggio ai posti di controllo temporanei.
La decisione porta la Germania vicino al limite di sei mesi imposto dall’UE per i controlli interni a Schengen. Bruxelles ha più volte invitato Berlino a adottare un approccio più intelligente e basato sull’intelligence, invece di controlli generalizzati, ma la ministra dell’Interno Nancy Faeser insiste che la misura è necessaria fino all’entrata in vigore delle nuove regole sull’asilo prevista per quest’anno. Le associazioni di categoria avvertono le imprese di prepararsi a proroghe continue e di fare pressione per corsie dedicate ai viaggiatori fidati.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News