
Con effetto immediato, i cittadini indiani in possesso di visti di residenza validi per Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone o Corea del Sud possono ottenere un visto di 14 giorni all’arrivo in tutti i punti di ingresso degli Emirati Arabi Uniti. In precedenza riservata ai possessori di green card USA, questa agevolazione semplifica notevolmente i viaggi per la fiorente classe tecnologica e imprenditoriale indiana.
La misura fa parte di un più ampio miglioramento delle relazioni di mobilità tra India ed Emirati Arabi Uniti, a seguito degli accordi commerciali CEPA. Gli aeroporti di Dubai stimano che questa iniziativa porterà a un aumento di 1,2 milioni di passeggeri nel 2026, incrementando i tassi di occupazione sui voli in codeshare Emirates e IndiGo.
I responsabili dei viaggi aziendali dovranno aggiornare i processi di approvazione, poiché i dipendenti idonei non necessitano più di e-visa pre-approvati, riducendo i tempi di attesa da cinque giorni lavorativi a pochi minuti al controllo elettronico. Rimangono però obbligatori passaporti con validità minima di sei mesi e prova di viaggio successivo.
Le catene alberghiere stanno già sfruttando l’opportunità: il gruppo Jumeirah offre pacchetti “Visa-on-Us” che rimborsano la tassa di 100 AED all’arrivo per soggiorni superiori a tre notti, mentre le sedi per conferenze prevedono una maggiore partecipazione di delegati indiani al GITEX Global, la fiera tecnologica.
A lungo termine, gli analisti prevedono che questo corridoio favorisca facilitazioni reciproche, con Delhi che sta valutando l’esenzione dalle tasse per e-visa ai cittadini degli Emirati in vista dell’ICC Champions Trophy 2026.
La misura fa parte di un più ampio miglioramento delle relazioni di mobilità tra India ed Emirati Arabi Uniti, a seguito degli accordi commerciali CEPA. Gli aeroporti di Dubai stimano che questa iniziativa porterà a un aumento di 1,2 milioni di passeggeri nel 2026, incrementando i tassi di occupazione sui voli in codeshare Emirates e IndiGo.
I responsabili dei viaggi aziendali dovranno aggiornare i processi di approvazione, poiché i dipendenti idonei non necessitano più di e-visa pre-approvati, riducendo i tempi di attesa da cinque giorni lavorativi a pochi minuti al controllo elettronico. Rimangono però obbligatori passaporti con validità minima di sei mesi e prova di viaggio successivo.
Le catene alberghiere stanno già sfruttando l’opportunità: il gruppo Jumeirah offre pacchetti “Visa-on-Us” che rimborsano la tassa di 100 AED all’arrivo per soggiorni superiori a tre notti, mentre le sedi per conferenze prevedono una maggiore partecipazione di delegati indiani al GITEX Global, la fiera tecnologica.
A lungo termine, gli analisti prevedono che questo corridoio favorisca facilitazioni reciproche, con Delhi che sta valutando l’esenzione dalle tasse per e-visa ai cittadini degli Emirati in vista dell’ICC Champions Trophy 2026.
Fonte: The Times of India / Y-Axis
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