
Il governo di centrodestra della Finlandia ha compiuto un ulteriore passo nel suo ampio programma di riforma dell’immigrazione, pubblicando un disegno di legge che renderebbe l’autosufficienza finanziaria una condizione vincolante per tutta la durata del soggiorno degli studenti stranieri. Reso pubblico per consultazione il 16 gennaio e riportato dall’Helsinki Times il 17 gennaio, il provvedimento consentirebbe all’Ufficio Immigrazione finlandese (Migri) di revocare il permesso di soggiorno per studio qualora il titolare abbia richiesto o ricevuto anche un solo pagamento di assistenza sociale di base da Kela, l’ente finlandese per la sicurezza sociale.
Secondo le regole attuali, gli studenti internazionali provenienti da paesi extra UE/SEE devono dimostrare di disporre di almeno 560 euro al mese di fondi privati al momento della domanda, ma non è previsto un monitoraggio automatico dopo il rilascio del permesso. Il Ministero degli Affari Economici e del Lavoro intende ora creare un’interfaccia dati automatizzata tra Kela e Migri, in modo che ogni erogazione di assistenza sociale generi un allarme immediato. Migri avvierà quindi un’indagine rapida e, se la richiesta verrà confermata, emetterà un provvedimento di cancellazione del permesso, obbligando lo studente a lasciare il paese o a cambiare status.
Le autorità governative sostengono che la modifica applica semplicemente la promessa originaria di indipendenza finanziaria e scoraggia chi presenta domanda senza piani di sostentamento realistici. Gruppi imprenditoriali e università si mostrano invece più cauti. La Finlandia è in forte competizione per attrarre talenti internazionali nei settori dell’ingegneria, ICT e sanità, e le istituzioni accademiche temono che una politica di «tolleranza zero» possa compromettere il reclutamento proprio mentre aumentano le entrate da tasse universitarie e le esigenze del mercato del lavoro. Si sottolinea inoltre che gli studenti a volte si rivolgono a Kela per pagamenti di emergenza una tantum, ad esempio quando ritardi nell’apertura di un conto bancario li lasciano temporaneamente senza fondi per pagare l’affitto.
Praticamente, le aziende che impiegano studenti non UE come stagisti o part-time dovrebbero rivedere i testi di accoglienza e ricordare ai dipendenti che richiedere l’assistenza sociale di base potrebbe compromettere la loro regolarità di soggiorno. Le università consigliano ai nuovi iscritti di arrivare con almeno 6.720 euro su un conto finlandese dedicato, per coprire le spese del primo anno. La consultazione pubblica è aperta fino al 27 febbraio; il governo intende presentare il disegno di legge al Parlamento nella sessione primaverile del 2026, con entrata in vigore «il prima possibile» successivamente. Datori di lavoro e studenti che desiderano influenzare la formulazione, inclusi eventuali periodi di tolleranza o soglie di esenzione, hanno una finestra ristretta per inviare osservazioni.
Secondo le regole attuali, gli studenti internazionali provenienti da paesi extra UE/SEE devono dimostrare di disporre di almeno 560 euro al mese di fondi privati al momento della domanda, ma non è previsto un monitoraggio automatico dopo il rilascio del permesso. Il Ministero degli Affari Economici e del Lavoro intende ora creare un’interfaccia dati automatizzata tra Kela e Migri, in modo che ogni erogazione di assistenza sociale generi un allarme immediato. Migri avvierà quindi un’indagine rapida e, se la richiesta verrà confermata, emetterà un provvedimento di cancellazione del permesso, obbligando lo studente a lasciare il paese o a cambiare status.
Le autorità governative sostengono che la modifica applica semplicemente la promessa originaria di indipendenza finanziaria e scoraggia chi presenta domanda senza piani di sostentamento realistici. Gruppi imprenditoriali e università si mostrano invece più cauti. La Finlandia è in forte competizione per attrarre talenti internazionali nei settori dell’ingegneria, ICT e sanità, e le istituzioni accademiche temono che una politica di «tolleranza zero» possa compromettere il reclutamento proprio mentre aumentano le entrate da tasse universitarie e le esigenze del mercato del lavoro. Si sottolinea inoltre che gli studenti a volte si rivolgono a Kela per pagamenti di emergenza una tantum, ad esempio quando ritardi nell’apertura di un conto bancario li lasciano temporaneamente senza fondi per pagare l’affitto.
Praticamente, le aziende che impiegano studenti non UE come stagisti o part-time dovrebbero rivedere i testi di accoglienza e ricordare ai dipendenti che richiedere l’assistenza sociale di base potrebbe compromettere la loro regolarità di soggiorno. Le università consigliano ai nuovi iscritti di arrivare con almeno 6.720 euro su un conto finlandese dedicato, per coprire le spese del primo anno. La consultazione pubblica è aperta fino al 27 febbraio; il governo intende presentare il disegno di legge al Parlamento nella sessione primaverile del 2026, con entrata in vigore «il prima possibile» successivamente. Datori di lavoro e studenti che desiderano influenzare la formulazione, inclusi eventuali periodi di tolleranza o soglie di esenzione, hanno una finestra ristretta per inviare osservazioni.
Fonte: Helsinki Times
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La Finlandia propone di revocare i permessi di soggiorno agli studenti stranieri che richiedono assistenza sociale