
La Finlandia ha ufficialmente inasprito le condizioni per ottenere il permesso di soggiorno permanente, dopo l’entrata in vigore l’8 gennaio 2026 delle modifiche alla Legge sugli Stranieri approvate dal Parlamento. Il Ministero dell’Interno ha confermato i dettagli in un briefing riportato dal Financial Express l’11 gennaio. D’ora in poi, la maggior parte dei richiedenti dovrà risiedere ininterrottamente in Finlandia per sei anni — rispetto ai quattro precedenti — prima di poter presentare domanda per il permesso P. Inoltre, sarà necessario dimostrare una conoscenza della lingua finlandese o svedese almeno a livello B1 e aver maturato due anni di lavoro retribuito.
La legge prevede un’opzione accelerata che mantiene la soglia dei quattro anni per i residenti altamente integrati che soddisfano uno dei tre criteri: un salario annuo di 40.000 euro, un master o dottorato riconosciuto in Finlandia più due anni di esperienza lavorativa, oppure competenze linguistiche avanzate (B2) e tre anni di impiego. I minori di 18 anni possono ancora usufruire del permesso dei genitori, mentre i rifugiati riconosciuti mantengono le esenzioni attuali.
Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) ha aggiornato i moduli elettronici Enter Finland e le domande cartacee; le tariffe di elaborazione aumentano a 380 euro per le domande online e 600 euro per quelle cartacee, in linea con un decreto separato sul recupero dei costi. I datori di lavoro che si affidano a personale espatriato a lungo termine — in particolare nei settori ICT, cleantech e cantieristica navale — dovranno ora prevedere un periodo di integrazione più lungo e investire prima nella formazione linguistica per mantenere i talenti.
I responsabili politici sostengono che il regime più rigoroso favorirà una maggiore integrazione e ridurrà il fenomeno del “permesso a salto”. La Ministra dell’Interno Mari Rantanen ha dichiarato che la modifica “incoraggia gli immigrati a imparare la lingua e a partecipare pienamente al mercato del lavoro”. I critici, tra cui l’Associazione Finlandese degli Imprenditori Startup, avvertono che potrebbe scoraggiare i professionisti a metà carriera che valutano la Finlandia rispetto ad altre destinazioni nordiche.
Indicazioni pratiche per i responsabili della mobilità: (1) verificare la durata delle missioni previste per concludersi prima del sesto anno; (2) accelerare le domande di residenza permanente se i requisiti erano già soddisfatti prima dell’8 gennaio; (3) potenziare i benefit linguistici nei pacchetti di trasferimento; (4) informare i dipendenti interessati che nel secondo trimestre potrebbero aumentare gli appuntamenti biometrici a causa di accumuli di richieste.
La legge prevede un’opzione accelerata che mantiene la soglia dei quattro anni per i residenti altamente integrati che soddisfano uno dei tre criteri: un salario annuo di 40.000 euro, un master o dottorato riconosciuto in Finlandia più due anni di esperienza lavorativa, oppure competenze linguistiche avanzate (B2) e tre anni di impiego. I minori di 18 anni possono ancora usufruire del permesso dei genitori, mentre i rifugiati riconosciuti mantengono le esenzioni attuali.
Il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) ha aggiornato i moduli elettronici Enter Finland e le domande cartacee; le tariffe di elaborazione aumentano a 380 euro per le domande online e 600 euro per quelle cartacee, in linea con un decreto separato sul recupero dei costi. I datori di lavoro che si affidano a personale espatriato a lungo termine — in particolare nei settori ICT, cleantech e cantieristica navale — dovranno ora prevedere un periodo di integrazione più lungo e investire prima nella formazione linguistica per mantenere i talenti.
I responsabili politici sostengono che il regime più rigoroso favorirà una maggiore integrazione e ridurrà il fenomeno del “permesso a salto”. La Ministra dell’Interno Mari Rantanen ha dichiarato che la modifica “incoraggia gli immigrati a imparare la lingua e a partecipare pienamente al mercato del lavoro”. I critici, tra cui l’Associazione Finlandese degli Imprenditori Startup, avvertono che potrebbe scoraggiare i professionisti a metà carriera che valutano la Finlandia rispetto ad altre destinazioni nordiche.
Indicazioni pratiche per i responsabili della mobilità: (1) verificare la durata delle missioni previste per concludersi prima del sesto anno; (2) accelerare le domande di residenza permanente se i requisiti erano già soddisfatti prima dell’8 gennaio; (3) potenziare i benefit linguistici nei pacchetti di trasferimento; (4) informare i dipendenti interessati che nel secondo trimestre potrebbero aumentare gli appuntamenti biometrici a causa di accumuli di richieste.
Fonte: The Financial Express
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