
Una violenta tempesta invernale ha colpito Jammu e Kashmir il 23 gennaio, depositando oltre 30 cm di neve su Srinagar e scatenando venti fino a 155 km/h nelle zone più alte. Le autorità aeroportuali hanno sospeso tutti gli arrivi e le partenze dall’aeroporto internazionale Sheikh-ul-Alam per gran parte di venerdì, mentre compagnie come IndiGo e Vistara hanno emesso esenzioni di viaggio permettendo la riprogrammazione gratuita o i rimborsi.
La chiusura non poteva arrivare in un momento peggiore per i viaggiatori d’affari diretti ai progetti tecnologici e di energie rinnovabili in rapida crescita nel territorio dell’unione. Gennaio è il periodo clou per le ispezioni in loco di molte multinazionali che devono definire le decisioni sugli investimenti prima del nuovo anno fiscale. Gli albergatori di Srinagar stimano oltre 1.500 notti di soggiorno cancellate in 24 ore, un duro colpo per un settore che sta ancora cercando di recuperare le perdite della pandemia.
Oltre all’aviazione, la tempesta ha bloccato la strada nazionale Jammu–Srinagar in più punti, isolando la valle del Kashmir. Le linee elettriche sono crollate sotto il peso della neve, le scuole sono state chiuse e il pellegrinaggio a Vaishno Devi è stato temporaneamente sospeso, aggiungendo perdite al turismo religioso nel bilancio economico. A Delhi e Mumbai, i team di gestione del rischio viaggio hanno cercato di deviare i dirigenti via Jammu o Chandigarh, trovando però trasferimenti stradali altrettanto difficili.
I meteorologi prevedono nevicate intermittenti per tutto il weekend, con ulteriori cancellazioni probabili. Le aziende con spostamenti critici verso Srinagar sono invitate a ricorrere al lavoro da remoto o a posticipare i viaggi almeno fino al 26 gennaio, quando si prevede il completamento della pulizia delle piste. Con i dati climatici che mostrano un aumento degli eventi invernali estremi nell’Himalaya occidentale, i pianificatori della mobilità dovranno probabilmente includere margini più ampi per il maltempo nei budget di viaggio per il 2026.
La chiusura non poteva arrivare in un momento peggiore per i viaggiatori d’affari diretti ai progetti tecnologici e di energie rinnovabili in rapida crescita nel territorio dell’unione. Gennaio è il periodo clou per le ispezioni in loco di molte multinazionali che devono definire le decisioni sugli investimenti prima del nuovo anno fiscale. Gli albergatori di Srinagar stimano oltre 1.500 notti di soggiorno cancellate in 24 ore, un duro colpo per un settore che sta ancora cercando di recuperare le perdite della pandemia.
Oltre all’aviazione, la tempesta ha bloccato la strada nazionale Jammu–Srinagar in più punti, isolando la valle del Kashmir. Le linee elettriche sono crollate sotto il peso della neve, le scuole sono state chiuse e il pellegrinaggio a Vaishno Devi è stato temporaneamente sospeso, aggiungendo perdite al turismo religioso nel bilancio economico. A Delhi e Mumbai, i team di gestione del rischio viaggio hanno cercato di deviare i dirigenti via Jammu o Chandigarh, trovando però trasferimenti stradali altrettanto difficili.
I meteorologi prevedono nevicate intermittenti per tutto il weekend, con ulteriori cancellazioni probabili. Le aziende con spostamenti critici verso Srinagar sono invitate a ricorrere al lavoro da remoto o a posticipare i viaggi almeno fino al 26 gennaio, quando si prevede il completamento della pulizia delle piste. Con i dati climatici che mostrano un aumento degli eventi invernali estremi nell’Himalaya occidentale, i pianificatori della mobilità dovranno probabilmente includere margini più ampi per il maltempo nei budget di viaggio per il 2026.
Fonte: The Times of India