
Parlando a Bruxelles il 27 gennaio 2026, il Vice Ministro per la Migrazione Nicholas Ioannides ha dichiarato alla Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni del Parlamento Europeo che Cipro farà del lancio del nuovo Patto UE su Migrazione e Asilo la priorità assoluta durante la sua presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione Europea, che inizierà il 1° luglio 2026.
Ioannides ha sottolineato che tutti gli Stati membri sono ormai nella “fase finale” della trasposizione legislativa e della preparazione operativa in vista dell’entrata in vigore del Patto prevista per il prossimo anno. Cipro, ha aggiunto, ha già in Parlamento progetti di legge che riguardano procedure di asilo accelerate, un uso ampliato della biometria Eurodac e un quadro migliorato per i rimpatri volontari. Parallelamente, il governo sta reclutando 180 nuovi agenti per il controllo alle frontiere e ha stanziato 37 milioni di euro per l’ammodernamento dei centri di accoglienza.
Il Vice Ministro ha confermato che Nicosia ospiterà il 2 settembre 2026 – giorno in cui il Patto diventerà operativo – una conferenza ministeriale che riunirà i ministri dell’Interno e della Giustizia insieme alle agenzie UE Frontex, EUAA ed Europol per monitorare le prime difficoltà nell’attuazione. Ha inoltre promesso di mediare un accordo sulle regole ancora aperte del “meccanismo di solidarietà” che redistribuirà i rifugiati riconosciuti o, in alternativa, imporrà contributi finanziari agli Stati che sceglieranno di non partecipare ai trasferimenti.
Per i datori di lavoro multinazionali il calendario è cruciale: una volta attivo il Patto, le domande di permesso di lavoro presentate da rifugiati riconosciuti dovranno essere elaborate entro 30 giorni, rispetto agli attuali 90 giorni medi a Cipro. I team di mobilità aziendale dovrebbero quindi preparare procedure di conformità per i dipendenti che potrebbero acquisire lo status di rifugiato nell’UE. Inoltre, il nuovo regolamento sui controlli introdurrà verifiche di sicurezza e sanitarie pre-ingresso negli aeroporti e porti ciprioti, modifiche che potrebbero allungare le procedure di arrivo per i viaggiatori d’affari provenienti da paesi terzi esenti da visto.
Ioannides ha ribadito che i rimpatri efficaci saranno “non negoziabili”, lasciando intendere che Cipro userà la sua presidenza per spingere verso negoziati UE di riammissione con paesi d’origine come Nigeria e Congo. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi in missione a Cipro dovrebbero monitorare eventuali futuri accordi bilaterali, poiché potrebbero influire sulla disponibilità di rinnovi di permessi di soggiorno locali per lavoratori con permessi scaduti.
Ioannides ha sottolineato che tutti gli Stati membri sono ormai nella “fase finale” della trasposizione legislativa e della preparazione operativa in vista dell’entrata in vigore del Patto prevista per il prossimo anno. Cipro, ha aggiunto, ha già in Parlamento progetti di legge che riguardano procedure di asilo accelerate, un uso ampliato della biometria Eurodac e un quadro migliorato per i rimpatri volontari. Parallelamente, il governo sta reclutando 180 nuovi agenti per il controllo alle frontiere e ha stanziato 37 milioni di euro per l’ammodernamento dei centri di accoglienza.
Il Vice Ministro ha confermato che Nicosia ospiterà il 2 settembre 2026 – giorno in cui il Patto diventerà operativo – una conferenza ministeriale che riunirà i ministri dell’Interno e della Giustizia insieme alle agenzie UE Frontex, EUAA ed Europol per monitorare le prime difficoltà nell’attuazione. Ha inoltre promesso di mediare un accordo sulle regole ancora aperte del “meccanismo di solidarietà” che redistribuirà i rifugiati riconosciuti o, in alternativa, imporrà contributi finanziari agli Stati che sceglieranno di non partecipare ai trasferimenti.
Per i datori di lavoro multinazionali il calendario è cruciale: una volta attivo il Patto, le domande di permesso di lavoro presentate da rifugiati riconosciuti dovranno essere elaborate entro 30 giorni, rispetto agli attuali 90 giorni medi a Cipro. I team di mobilità aziendale dovrebbero quindi preparare procedure di conformità per i dipendenti che potrebbero acquisire lo status di rifugiato nell’UE. Inoltre, il nuovo regolamento sui controlli introdurrà verifiche di sicurezza e sanitarie pre-ingresso negli aeroporti e porti ciprioti, modifiche che potrebbero allungare le procedure di arrivo per i viaggiatori d’affari provenienti da paesi terzi esenti da visto.
Ioannides ha ribadito che i rimpatri efficaci saranno “non negoziabili”, lasciando intendere che Cipro userà la sua presidenza per spingere verso negoziati UE di riammissione con paesi d’origine come Nigeria e Congo. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi in missione a Cipro dovrebbero monitorare eventuali futuri accordi bilaterali, poiché potrebbero influire sulla disponibilità di rinnovi di permessi di soggiorno locali per lavoratori con permessi scaduti.
Fonte: Cyprus Inform
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