
Cipro ha ufficialmente inaugurato questa settimana la sua Presidenza semestrale del Consiglio dell’UE ospitando a Nicosia (22-23 gennaio) il primo incontro informale dei ministri della Giustizia e degli Affari Interni (JHA). I ministri dei 27 Stati membri, insieme ai Paesi associati a Schengen e alle agenzie UE Frontex, Europol ed Eurojust, hanno trascorso due giorni a porte chiuse presso il Centro Congressi Filoxenia per definire le priorità per il 2026.
La sessione di apertura, presieduta dal Vice Ministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale Nikolas Ioannides, si è concentrata sui rimpatri e la reintegrazione “sostenibili” dei migranti. Secondo i dati della Commissione presentati durante l’incontro, il tasso di rimpatrio nell’UE è salito al 27% nel 2025, con un aumento di otto punti percentuali rispetto all’anno precedente, ma resta ancora lontano dall’obiettivo del 50% approvato dai leader lo scorso dicembre. I ministri hanno condiviso le migliori pratiche nazionali su incentivi economici per il rimpatrio volontario, ostacoli nella verifica dell’identità e strategie per convincere i governi di paesi terzi riluttanti a riprendere i propri cittadini. La Presidenza cipriota si è impegnata a redigere entro l’estate delle conclusioni del Consiglio per snellire il supporto di Frontex e legare più strettamente l’aiuto allo sviluppo alla cooperazione per la riammissione.
Il secondo giorno è stato dominato dalla sicurezza interna e dalla salute dell’area Schengen senza frontiere. Diverse delegazioni hanno sottolineato come i movimenti secondari all’interno dell’UE stiano mettendo sotto pressione politica le regole consolidate sulla libera circolazione. Il Ministro di Stato irlandese Niall Collins ha avvertito che “proteggere l’integrità di Schengen è importante quanto proteggere le frontiere esterne dell’UE”, chiedendo una cooperazione di polizia più forte e procedure più rapide per il recupero dei beni contro le reti di contrabbando. Durante l’incontro è stata inoltre esaminata l’implementazione graduale del Sistema di Entrata/Uscita (EES) e del Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS), entrambi previsti per essere pienamente operativi entro aprile 2026.
Per Cipro, questo incontro è stato più di un semplice avvio procedurale: ha rappresentato una vetrina della preparazione dell’isola ad aderire a Schengen. Il Commissario europeo per gli Affari Interni Magnus Brunner ha dichiarato ai giornalisti che Nicosia è “su una strada molto positiva”, lodando aggiornamenti come i varchi biometrici a Larnaca e Pafos e una nuova flotta di 2.300 tablet collegati al SIS utilizzati ai posti di controllo della Linea Verde. Una nuova valutazione tecnica è attesa per la primavera, con una decisione politica prevista entro la fine del 2026.
Praticamente, le discussioni indicano un approccio più rigoroso verso chi sfora i tempi di soggiorno e i richiedenti asilo respinti, con un conseguente aumento degli obblighi di conformità per il personale globalmente mobile inviato, proveniente o di transito da Cipro. Le aziende devono aspettarsi controlli d’identità più stringenti alla Linea Verde, un esame più attento dei contratti di lavoro fittizi utilizzati per ottenere permessi di soggiorno e, a livello UE, un’accelerazione delle operazioni di rimpatrio coordinate da Frontex. I responsabili della mobilità farebbero bene a verificare lo status migratorio di assunzioni locali e viaggiatori d’affari a lungo termine prima che il nuovo strumento per i rimpatri entri in vigore.
La sessione di apertura, presieduta dal Vice Ministro per la Migrazione e la Protezione Internazionale Nikolas Ioannides, si è concentrata sui rimpatri e la reintegrazione “sostenibili” dei migranti. Secondo i dati della Commissione presentati durante l’incontro, il tasso di rimpatrio nell’UE è salito al 27% nel 2025, con un aumento di otto punti percentuali rispetto all’anno precedente, ma resta ancora lontano dall’obiettivo del 50% approvato dai leader lo scorso dicembre. I ministri hanno condiviso le migliori pratiche nazionali su incentivi economici per il rimpatrio volontario, ostacoli nella verifica dell’identità e strategie per convincere i governi di paesi terzi riluttanti a riprendere i propri cittadini. La Presidenza cipriota si è impegnata a redigere entro l’estate delle conclusioni del Consiglio per snellire il supporto di Frontex e legare più strettamente l’aiuto allo sviluppo alla cooperazione per la riammissione.
Il secondo giorno è stato dominato dalla sicurezza interna e dalla salute dell’area Schengen senza frontiere. Diverse delegazioni hanno sottolineato come i movimenti secondari all’interno dell’UE stiano mettendo sotto pressione politica le regole consolidate sulla libera circolazione. Il Ministro di Stato irlandese Niall Collins ha avvertito che “proteggere l’integrità di Schengen è importante quanto proteggere le frontiere esterne dell’UE”, chiedendo una cooperazione di polizia più forte e procedure più rapide per il recupero dei beni contro le reti di contrabbando. Durante l’incontro è stata inoltre esaminata l’implementazione graduale del Sistema di Entrata/Uscita (EES) e del Sistema Europeo di Informazione e Autorizzazione di Viaggio (ETIAS), entrambi previsti per essere pienamente operativi entro aprile 2026.
Per Cipro, questo incontro è stato più di un semplice avvio procedurale: ha rappresentato una vetrina della preparazione dell’isola ad aderire a Schengen. Il Commissario europeo per gli Affari Interni Magnus Brunner ha dichiarato ai giornalisti che Nicosia è “su una strada molto positiva”, lodando aggiornamenti come i varchi biometrici a Larnaca e Pafos e una nuova flotta di 2.300 tablet collegati al SIS utilizzati ai posti di controllo della Linea Verde. Una nuova valutazione tecnica è attesa per la primavera, con una decisione politica prevista entro la fine del 2026.
Praticamente, le discussioni indicano un approccio più rigoroso verso chi sfora i tempi di soggiorno e i richiedenti asilo respinti, con un conseguente aumento degli obblighi di conformità per il personale globalmente mobile inviato, proveniente o di transito da Cipro. Le aziende devono aspettarsi controlli d’identità più stringenti alla Linea Verde, un esame più attento dei contratti di lavoro fittizi utilizzati per ottenere permessi di soggiorno e, a livello UE, un’accelerazione delle operazioni di rimpatrio coordinate da Frontex. I responsabili della mobilità farebbero bene a verificare lo status migratorio di assunzioni locali e viaggiatori d’affari a lungo termine prima che il nuovo strumento per i rimpatri entri in vigore.
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