
La Polizia Federale Australiana (AFP) ha confermato giovedì sera che un residente permanente di 39 anni, nato in Sudan, è stato posto in custodia cautelare dopo aver presumibilmente violato le condizioni di monitoraggio elettronico legate al suo visto. La polizia di Victoria ha arrestato l’uomo a Melbourne il 5 febbraio; il 6 febbraio è comparso davanti al Tribunale Magistrale di Melbourne con un’accusa ai sensi della sezione 76D(3) della Migration Act, che prevede pene fino a cinque anni di reclusione o una multa fino a 99.000 dollari australiani.
Le condizioni di monitoraggio elettronico sono diventate più frequenti da dicembre 2024, quando il Parlamento ha ampliato i poteri del Ministero degli Interni per imporre braccialetti elettronici ai non cittadini considerati a rischio di fuga durante la definizione di casi legati a carattere o sicurezza. Secondo le statistiche dell’AFP, attualmente 412 titolari di visto sono soggetti a coprifuoco o tracciamento GPS in tutto il Paese.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che questa ultima azione legale dimostra la volontà delle autorità di ricorrere al carcere in caso di inadempienza e avvertono i datori di lavoro che i dipendenti sponsorizzati accusati rischiano la cancellazione automatica del visto, esponendo le aziende a sanzioni da parte di Fair Work se continuano a impiegarli illegalmente. Si consiglia alle imprese di effettuare controlli VEVO trimestrali e di ricordare ai dipendenti interessati che lasciare l’indirizzo registrato anche per brevi periodi senza autorizzazione costituisce una violazione delle condizioni.
Il imputato ha visto negata la libertà su cauzione e tornerà in aula il 30 aprile. Gli osservatori prevedono che questo caso influenzerà i futuri parametri di condanna per le violazioni del monitoraggio elettronico.
Le condizioni di monitoraggio elettronico sono diventate più frequenti da dicembre 2024, quando il Parlamento ha ampliato i poteri del Ministero degli Interni per imporre braccialetti elettronici ai non cittadini considerati a rischio di fuga durante la definizione di casi legati a carattere o sicurezza. Secondo le statistiche dell’AFP, attualmente 412 titolari di visto sono soggetti a coprifuoco o tracciamento GPS in tutto il Paese.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che questa ultima azione legale dimostra la volontà delle autorità di ricorrere al carcere in caso di inadempienza e avvertono i datori di lavoro che i dipendenti sponsorizzati accusati rischiano la cancellazione automatica del visto, esponendo le aziende a sanzioni da parte di Fair Work se continuano a impiegarli illegalmente. Si consiglia alle imprese di effettuare controlli VEVO trimestrali e di ricordare ai dipendenti interessati che lasciare l’indirizzo registrato anche per brevi periodi senza autorizzazione costituisce una violazione delle condizioni.
Il imputato ha visto negata la libertà su cauzione e tornerà in aula il 30 aprile. Gli osservatori prevedono che questo caso influenzerà i futuri parametri di condanna per le violazioni del monitoraggio elettronico.
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