
La Polizia Federale Australiana (AFP) ha confermato che un uomo di 39 anni, nato in Sudan e titolare di un visto permanente, è stato posto in custodia cautelare il 6 febbraio per presunta violazione delle condizioni di monitoraggio elettronico legate al suo visto Commonwealth. La polizia di Victoria ha rintracciato l’uomo la sera precedente e lo ha consegnato all’AFP.
Secondo la sezione 76D(3) del Migration Act 1958, i titolari di visto soggetti a monitoraggio elettronico devono mantenere il dispositivo carico e segnalare eventuali malfunzionamenti. La violazione di questa condizione può comportare fino a cinque anni di reclusione e una multa fino a 99.000 dollari. L’AFP sostiene che l’individuo abbia disattivato volontariamente il dispositivo, attivando un allarme presso il centro nazionale di monitoraggio.
Il caso si inserisce in una serie di azioni di controllo successive a sentenze della Corte Suprema che hanno permesso il rilascio in comunità di non cittadini precedentemente detenuti, sotto rigide condizioni di visto. Da novembre, l’AFP ha avviato oltre 20 procedimenti simili in tre stati.
Il messaggio per i team di mobilità aziendale è chiaro: l’Australia sta rafforzando il controllo post-rilascio. I datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori con precedenti penali o di immigrazione devono aspettarsi controlli più severi, inclusi sopralluoghi a sorpresa.
L’imputato comparirà nuovamente davanti al Tribunale di Melbourne il 30 aprile 2026; l’AFP ha annunciato che potrebbero essere formulate ulteriori accuse in seguito all’esame forense dei dispositivi mobili sequestrati.
Secondo la sezione 76D(3) del Migration Act 1958, i titolari di visto soggetti a monitoraggio elettronico devono mantenere il dispositivo carico e segnalare eventuali malfunzionamenti. La violazione di questa condizione può comportare fino a cinque anni di reclusione e una multa fino a 99.000 dollari. L’AFP sostiene che l’individuo abbia disattivato volontariamente il dispositivo, attivando un allarme presso il centro nazionale di monitoraggio.
Il caso si inserisce in una serie di azioni di controllo successive a sentenze della Corte Suprema che hanno permesso il rilascio in comunità di non cittadini precedentemente detenuti, sotto rigide condizioni di visto. Da novembre, l’AFP ha avviato oltre 20 procedimenti simili in tre stati.
Il messaggio per i team di mobilità aziendale è chiaro: l’Australia sta rafforzando il controllo post-rilascio. I datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori con precedenti penali o di immigrazione devono aspettarsi controlli più severi, inclusi sopralluoghi a sorpresa.
L’imputato comparirà nuovamente davanti al Tribunale di Melbourne il 30 aprile 2026; l’AFP ha annunciato che potrebbero essere formulate ulteriori accuse in seguito all’esame forense dei dispositivi mobili sequestrati.
Fonte: Australian Federal Police
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