
In un voto molto atteso il 10 febbraio, il Parlamento Europeo ha approvato un regolamento che consente agli Stati membri di trasferire i richiedenti asilo verso i cosiddetti “paesi terzi sicuri”, anche se i richiedenti non hanno legami precedenti con tali paesi. Mentre la misura è stata sostenuta dai governi che vogliono limitare l’immigrazione irregolare, il Ministero dell’Interno spagnolo deve ora valutare come questa politica si concili con la propria posizione umanitaria e con il recente piano di regolarizzazione di massa.
Le frontiere esterne della Spagna — nelle Isole Canarie e negli enclavi di Ceuta e Melilla — hanno registrato arrivi record da ottobre. Fino ad ora, Madrid ha generalmente gestito le richieste di asilo sul territorio spagnolo o coordinato i rimpatri volontari. Con la nuova norma, però, le autorità potrebbero dirottare gli arrivi verso stati partner del Nord Africa, a condizione che questi rispettino standard minimi in materia di diritti umani.
Le ONG per i diritti umani in Spagna hanno condannato il voto, avvertendo che potrebbe creare “campi esternalizzati” e violare il principio di non-refoulement. Anche i gruppi imprenditoriali mostrano preoccupazione: i settori agroalimentare e turistico spagnoli dipendono dal lavoro stagionale straniero e temono che politiche più rigide sull’asilo possano politicizzare ulteriormente il dibattito migratorio e complicare i futuri programmi di mobilità dei talenti.
Gli avvocati sottolineano che la Spagna dovrà modificare la propria legge sull’asilo e negoziare accordi bilaterali prima di procedere a qualsiasi trasferimento, un iter che probabilmente sarà contestato davanti alla Corte Costituzionale spagnola. Le aziende che impiegano rifugiati tramite programmi di sponsorizzazione comunitaria dovrebbero monitorare eventuali cambiamenti nello status di residenza e preparare la documentazione necessaria a dimostrare l’integrazione economica per tutelare i propri dipendenti.
Le frontiere esterne della Spagna — nelle Isole Canarie e negli enclavi di Ceuta e Melilla — hanno registrato arrivi record da ottobre. Fino ad ora, Madrid ha generalmente gestito le richieste di asilo sul territorio spagnolo o coordinato i rimpatri volontari. Con la nuova norma, però, le autorità potrebbero dirottare gli arrivi verso stati partner del Nord Africa, a condizione che questi rispettino standard minimi in materia di diritti umani.
Le ONG per i diritti umani in Spagna hanno condannato il voto, avvertendo che potrebbe creare “campi esternalizzati” e violare il principio di non-refoulement. Anche i gruppi imprenditoriali mostrano preoccupazione: i settori agroalimentare e turistico spagnoli dipendono dal lavoro stagionale straniero e temono che politiche più rigide sull’asilo possano politicizzare ulteriormente il dibattito migratorio e complicare i futuri programmi di mobilità dei talenti.
Gli avvocati sottolineano che la Spagna dovrà modificare la propria legge sull’asilo e negoziare accordi bilaterali prima di procedere a qualsiasi trasferimento, un iter che probabilmente sarà contestato davanti alla Corte Costituzionale spagnola. Le aziende che impiegano rifugiati tramite programmi di sponsorizzazione comunitaria dovrebbero monitorare eventuali cambiamenti nello status di residenza e preparare la documentazione necessaria a dimostrare l’integrazione economica per tutelare i propri dipendenti.
Fonte: Al Jazeera