
Il ministero dell’Interno tedesco ha ufficialmente comunicato a Bruxelles che i controlli temporanei alle identità, reintrodotti su tutti e nove i confini terrestri Schengen – inclusi i trafficati valichi di Alsazia, Lorena e Alto Reno con la Francia – saranno prorogati per un ulteriore ciclo di sei mesi, fino almeno al 15 settembre 2026.
Berlino aveva ripristinato i controlli a settembre 2024, citando arrivi irregolari record e reti di trafficanti di persone attive attraverso i Balcani e il corridoio Calais–Dunkerque. I dati diffusi con la richiesta di rinnovo di martedì mostrano 67.000 ingressi non autorizzati rilevati e 46.000 persone respinte da quando la misura è stata introdotta – numeri che il ministero ritiene giustifichino un’ulteriore estensione ai sensi degli articoli 25-27a del Codice delle Frontiere Schengen.
Per i pendolari transfrontalieri e le migliaia di aziende francesi che ogni giorno inviano autisti e tecnici nel Baden-Württemberg, la decisione significa controlli a campione, code e l’obbligo di portare con sé passaporti o carte di soggiorno, che resteranno la norma per tutta l’estate. Sebbene la Francia mantenga già i propri controlli “antiterrorismo” su tutti i confini interni fino al 30 aprile 2026, Parigi ha finora limitato i controlli stradali al confine con la Germania. Le federazioni dei trasporti avvertono che regole asimmetriche creano incertezza per i programmi di trasporto e la documentazione dei lavoratori distaccati.
Gli esperti legali sottolineano che il Codice Schengen limita a tre anni consecutivi la reintroduzione dei controlli, il che significa che il governo tedesco dovrà trovare una base giuridica diversa se vorrà mantenere i controlli oltre il 2027. Nel frattempo, chi viaggia da Strasburgo a Kehl o prende i treni regionali da Metz a Saarbrücken dovrebbe prevedere tempi supplementari e prepararsi a mostrare la prova del diritto di soggiorno (carta d’identità UE, permesso di soggiorno o passaporto conforme alla regola 90/180 giorni). I visitatori d’affari non UE dovranno inoltre monitorare come il prossimo Sistema di Entrata/Uscita UE interagirà con i controlli sul posto, una volta che dal 10 aprile 2026 diventerà obbligatoria la rilevazione delle impronte digitali.
Per i responsabili della mobilità, il messaggio è chiaro: mantenere validi i documenti di viaggio dei dipendenti, informare i lavoratori distaccati sui possibili controlli e aggiornare le notifiche di distacco per riflettere eventuali ritardi al confine.
Berlino aveva ripristinato i controlli a settembre 2024, citando arrivi irregolari record e reti di trafficanti di persone attive attraverso i Balcani e il corridoio Calais–Dunkerque. I dati diffusi con la richiesta di rinnovo di martedì mostrano 67.000 ingressi non autorizzati rilevati e 46.000 persone respinte da quando la misura è stata introdotta – numeri che il ministero ritiene giustifichino un’ulteriore estensione ai sensi degli articoli 25-27a del Codice delle Frontiere Schengen.
Per i pendolari transfrontalieri e le migliaia di aziende francesi che ogni giorno inviano autisti e tecnici nel Baden-Württemberg, la decisione significa controlli a campione, code e l’obbligo di portare con sé passaporti o carte di soggiorno, che resteranno la norma per tutta l’estate. Sebbene la Francia mantenga già i propri controlli “antiterrorismo” su tutti i confini interni fino al 30 aprile 2026, Parigi ha finora limitato i controlli stradali al confine con la Germania. Le federazioni dei trasporti avvertono che regole asimmetriche creano incertezza per i programmi di trasporto e la documentazione dei lavoratori distaccati.
Gli esperti legali sottolineano che il Codice Schengen limita a tre anni consecutivi la reintroduzione dei controlli, il che significa che il governo tedesco dovrà trovare una base giuridica diversa se vorrà mantenere i controlli oltre il 2027. Nel frattempo, chi viaggia da Strasburgo a Kehl o prende i treni regionali da Metz a Saarbrücken dovrebbe prevedere tempi supplementari e prepararsi a mostrare la prova del diritto di soggiorno (carta d’identità UE, permesso di soggiorno o passaporto conforme alla regola 90/180 giorni). I visitatori d’affari non UE dovranno inoltre monitorare come il prossimo Sistema di Entrata/Uscita UE interagirà con i controlli sul posto, una volta che dal 10 aprile 2026 diventerà obbligatoria la rilevazione delle impronte digitali.
Per i responsabili della mobilità, il messaggio è chiaro: mantenere validi i documenti di viaggio dei dipendenti, informare i lavoratori distaccati sui possibili controlli e aggiornare le notifiche di distacco per riflettere eventuali ritardi al confine.
Fonte: The Connexion