
I piani di mobilità aziendale in Germania sono stati sconvolti il 28 febbraio 2026, quando la chiusura dello spazio aereo si è diffusa in Medio Oriente a seguito di attacchi coordinati USA-Israele contro l’Iran. Un comunicato dell’Agence France-Presse ha confermato che Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait e Emirati Arabi Uniti hanno chiuso parti del loro spazio aereo nel giro di poche ore, costringendo decine di compagnie aeree internazionali a cercare rotte alternative o a cancellare completamente i voli.
Il gruppo aereo tedesco più grande è stato il primo a reagire. Lufthansa Group ha annunciato la sospensione immediata dei voli verso Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran almeno fino al 15 marzo, e verso Dubai, Abu Dhabi, Riyadh e Dammam fino al 15 marzo. I passeggeri con biglietti Lufthansa emessi entro il 1° marzo possono riprenotare gratuitamente o richiedere il rimborso completo. La compagnia ha avvertito che la situazione “rimane dinamica e gli orari potrebbero cambiare con breve preavviso”, sottolineando che la sicurezza di equipaggi e viaggiatori ha la priorità sulle considerazioni commerciali.
Per le multinazionali tedesche con sedi regionali nel Golfo o in Israele, la perdita improvvisa dei collegamenti diretti dagli hub di Francoforte e Monaco rappresenta più di un semplice disagio. I team di progetto devono ora considerare lunghi deviazioni via Mediterraneo o Asia centrale, mentre i responsabili della supply chain temono ritardi nelle consegne di componenti critici e spedizioni di campioni di alto valore, solitamente trasportati nel vano passeggeri.
Le aziende soggette a scadenze rigorose per il controllo delle esportazioni UE su beni a duplice uso affrontano rischi particolari, poiché il dirottamento tramite hub di paesi terzi come Istanbul può comportare nuovi obblighi doganali o controlli sulle sanzioni. I responsabili dei viaggi sono invitati ad attivare procedure di esenzione d’emissione biglietti d’emergenza, monitorare le code GDS ogni ora e informare i viaggiatori sulle regole di rientro Schengen in caso di soste forzate fuori dall’UE durante la notte.
Gli addetti alla privacy devono inoltre verificare che eventuali voli charter di emergenza con vettori non UE rispettino le garanzie GDPR per il trasferimento dei dati dei dipendenti. Sul lungo termine, l’episodio rafforzerà le richieste delle associazioni industriali tedesche per la creazione di una task force federale dedicata, in grado di fornire indicazioni vincolanti sui viaggi aziendali entro poche ore da shock geopolitici rilevanti.
Il gruppo aereo tedesco più grande è stato il primo a reagire. Lufthansa Group ha annunciato la sospensione immediata dei voli verso Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran almeno fino al 15 marzo, e verso Dubai, Abu Dhabi, Riyadh e Dammam fino al 15 marzo. I passeggeri con biglietti Lufthansa emessi entro il 1° marzo possono riprenotare gratuitamente o richiedere il rimborso completo. La compagnia ha avvertito che la situazione “rimane dinamica e gli orari potrebbero cambiare con breve preavviso”, sottolineando che la sicurezza di equipaggi e viaggiatori ha la priorità sulle considerazioni commerciali.
Per le multinazionali tedesche con sedi regionali nel Golfo o in Israele, la perdita improvvisa dei collegamenti diretti dagli hub di Francoforte e Monaco rappresenta più di un semplice disagio. I team di progetto devono ora considerare lunghi deviazioni via Mediterraneo o Asia centrale, mentre i responsabili della supply chain temono ritardi nelle consegne di componenti critici e spedizioni di campioni di alto valore, solitamente trasportati nel vano passeggeri.
Le aziende soggette a scadenze rigorose per il controllo delle esportazioni UE su beni a duplice uso affrontano rischi particolari, poiché il dirottamento tramite hub di paesi terzi come Istanbul può comportare nuovi obblighi doganali o controlli sulle sanzioni. I responsabili dei viaggi sono invitati ad attivare procedure di esenzione d’emissione biglietti d’emergenza, monitorare le code GDS ogni ora e informare i viaggiatori sulle regole di rientro Schengen in caso di soste forzate fuori dall’UE durante la notte.
Gli addetti alla privacy devono inoltre verificare che eventuali voli charter di emergenza con vettori non UE rispettino le garanzie GDPR per il trasferimento dei dati dei dipendenti. Sul lungo termine, l’episodio rafforzerà le richieste delle associazioni industriali tedesche per la creazione di una task force federale dedicata, in grado di fornire indicazioni vincolanti sui viaggi aziendali entro poche ore da shock geopolitici rilevanti.
Fonte: AFP via NAMPA / Lufthansa
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