
In una votazione notturna del 27 febbraio 2026, il Bundestag tedesco ha approvato il primo pacchetto legislativo che recepisce nel diritto nazionale il rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo dell’Unione Europea. Al centro della riforma c’è l’autorizzazione al Ministero dell’Interno a istituire “centri di migrazione secondaria” per i richiedenti asilo già registrati in un altro Stato membro. I richiedenti ospitati in queste strutture potranno uscire solo durante orari diurni prestabiliti, mentre la Germania organizza il loro trasferimento al Paese responsabile della loro pratica. Il disegno di legge introduce inoltre il nuovo modello obbligatorio di procedura alle frontiere dell’UE. I richiedenti con basse probabilità di riconoscimento dovranno ora affrontare un processo decisionale accelerato, della durata massima di dodici settimane, all’interno di strutture sicure vicino alle frontiere esterne dell’UE o, nel caso tedesco, negli aeroporti internazionali e nelle zone designate ai confini terrestri. La detenzione procedurale è esplicitamente consentita in caso di identità incerta o rischio di fuga e, in modo controverso, le regole possono essere applicate anche a nuclei familiari con minori. Un’altra novità importante è la riduzione del periodo di attesa prima che i richiedenti asilo possano iniziare un lavoro retribuito, da sei a tre mesi. Il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha sostenuto che un accesso anticipato al mercato del lavoro ridurrebbe la spesa sociale e accelererebbe l’integrazione per chi ha buone probabilità di rimanere, mentre i Verdi dell’opposizione hanno avvertito che questa misura potrebbe essere usata come leva per giustificare norme più dure sulla detenzione. Politicamente, la votazione ha messo in luce profonde divisioni. La coalizione di governo CDU/CSU-SPD ha definito la legge il più grande inasprimento delle regole sull’asilo dal 1993 e un passo necessario per ristabilire la fiducia pubblica. L’AfD l’ha criticata come una misura di facciata, sostenendo che gli arrivi irregolari rimarranno elevati, mentre la Sinistra ha votato contro, affermando che le misure ledono i diritti fondamentali. Per le aziende che si affidano ai migranti umanitari per coprire posizioni di ingresso, la riduzione del divieto di lavoro è una buona notizia, ma i team HR dovranno prepararsi a nuove procedure documentali per l’assunzione di residenti nei centri previsti. I responsabili della gestione dei rischi di viaggio dovrebbero inoltre considerare che i poteri estesi di detenzione potrebbero comportare restrizioni dell’ultimo minuto negli spostamenti per il personale o gli assegnati il cui status di asilo non è ancora definito.
Fonte: GermanPolicy.com
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