
La Germania ha prorogato per altri sei mesi i controlli temporanei al confine terrestre con la Repubblica Ceca, estendendo la scadenza al 15 settembre 2026. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato ai giornalisti che la misura è necessaria per “mantenere il controllo operativo sulle rotte migratorie irregolari attraverso l’Europa centrale e per proteggere la sicurezza pubblica.” Pertanto, continueranno i controlli a campione sui traffici intensi dei corridoi D5 (Praga–Norimberga) e D8 (Praga–Dresda), oltre che sui servizi ferroviari transfrontalieri. La decisione, pubblicata a fine 26 febbraio, rappresenta il quinto rinnovo dall’introduzione dei controlli interni nel settembre 2024. Le statistiche della polizia tedesca indicano che nel 2025 sono stati rilevati oltre 42.000 ingressi irregolari al confine ceco; le autorità sostengono che i controlli hanno scoraggiato il traffico di esseri umani e permesso 11.300 rifiuti immediati di ingresso. Praga ha espresso preoccupazione per i ritardi a catena nelle filiere produttive just-in-time, mentre le associazioni del trasporto merci avvertono che i tempi di attesa fino a 35 minuti per camion sono ormai frequenti nelle ore di punta. Gli esperti legali mettono in dubbio la compatibilità di una proroga a tempo indeterminato con il Codice delle Frontiere Schengen, che considera i controlli interni uno strumento eccezionale e temporaneo. La Commissione Europea ha consentito deroghe più lunghe durante l’era COVID, ma ha recentemente sottolineato che i controlli legati alla migrazione devono “rimanere strettamente proporzionati.” Se la Germania chiederà un ulteriore rinnovo a settembre, Bruxelles potrebbe richiedere giustificazioni più rigorose o avviare procedure di infrazione. Per i viaggiatori d’affari e i team di mobilità aziendale, l’impatto immediato è più pratico che politico. I controlli di passaporto o carta d’identità UE possono avvenire su autostrade, treni e aeroporti regionali che gestiscono voli feeder Praga–Monaco. Sebbene la maggior parte delle ispezioni sia sommaria, le aziende che movimentano merci di alto valore dovrebbero prevedere un extra di 45 minuti nei tempi e monitorare gli aggiornamenti in tempo reale delle ‘corsie verdi’ emessi dalla Polizia Federale. I reparti HR sono invitati a informare i dipendenti che le regole sul conteggio dei giorni Schengen restano valide: il regime di frontiera è una misura di controllo, non un requisito di visto. Gli operatori logistici continuano a chiedere l’introduzione di pre-approvazioni digitali e corsie dedicate per il trasporto merci, simili a quelle attivate al confine polacco. Non è chiaro se il Ministero dell’Interno sperimenterà tali facilitazioni prima di settembre, ma i gruppi industriali le considerano essenziali per conciliare sicurezza e la libera circolazione delle merci, pilastro dell’economia export tedesca.
Fonte: Schengen90 Travel News
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