
Il 3 marzo 2026 la Gran Bretagna ha agito rapidamente per rafforzare la sua presenza a Cipro, annunciando l’invio del cacciatorpediniere Type-45 HMS Dragon e di due elicotteri Wildcat dotati di tecnologia anti-drone. Il Primo Ministro Sir Keir Starmer ha confermato il dispiegamento durante una telefonata con il Presidente cipriota Nikos Christodoulides, definendolo una risposta difensiva all’attacco con drone di fabbricazione iraniana avvenuto la notte precedente sulla pista della RAF di Akrotiri. Akrotiri, una delle due aree di base sovrana britannica sull’isola, si trova a soli 60 km dalle rotte commerciali verso Pafos e Larnaca. Sebbene l’attacco abbia causato danni minimi, ha scosso le compagnie aeree, spingendo diversi vettori a modificare o cancellare i voli. L’arrivo dell’HMS Dragon, armato con missili Sea Viper, mira a creare una zona di protezione che rassicuri sia le autorità militari sia quelle dell’aviazione civile. La mossa britannica si integra con le offerte di Francia e Grecia di schierare batterie antimissile aggiuntive a Cipro, trasformando di fatto il corridoio di transito più trafficato del Mediterraneo orientale in una zona di difesa aerea multilivello. Per i responsabili della mobilità, questa crescente militarizzazione presenta due dinamiche contrapposte: una maggiore deterrenza contro nuovi attacchi con droni, ma anche un profilo geopolitico più alto che potrebbe rendere Cipro un bersaglio di ritorsioni. Le aziende dovrebbero monitorare possibili effetti collaterali come restrizioni temporanee dello spazio aereo durante esercitazioni con fuoco reale, controlli di sicurezza più stringenti nelle Aree di Base Sovrana e clausole assicurative aggiornate che escludano gli “atti di guerra”. La Commissione Alta Britannica ha invitato i cittadini britannici sull’isola a registrare i propri dati di contatto in caso fosse necessaria un’evacuazione rapida.
Fonte: Algemeiner / Reuters