
L'Ufficio Immigrazione dell'India (BoI) ha ufficialmente cessato di riconoscere la carta Person of Indian Origin (PIO) come documento di viaggio valido, secondo un comunicato diffuso il 5 marzo e riassunto da Crown World Mobility. Gli agenti di frontiera non consentiranno più l'ingresso o l'uscita con la carta PIO, nemmeno se accompagnata da un passaporto straniero corrispondente. I titolari devono convertire la carta in una Overseas Citizen of India (OCI) o ottenere un visto d'ingresso prima di viaggiare. Secondo le statistiche del BoI, circa 240.000 carte PIO — molte emesse prima del lancio del programma OCI nel 2005 — sono ancora in circolazione. Il governo ha prorogato più volte le scadenze per la conversione, ma le agenzie di sicurezza hanno evidenziato che il vecchio documento è soggetto a manomissioni e non è compatibile con i sistemi biometrici degli e-gate installati negli aeroporti principali. La conversione a OCI richiede una domanda online (Modulo Parte A & B), un passaporto straniero valido, due fotografie e la carta PIO originale, seguita dalla presentazione fisica presso la missione indiana più vicina o l'FRRO. Le tariffe di elaborazione variano a seconda della giurisdizione (275 USD negli Stati Uniti; 223 GBP nel Regno Unito), con tempi medi di lavorazione da quattro a sei settimane. Per i team di mobilità internazionale la questione è urgente: qualsiasi dipendente o familiare ancora in possesso di una carta PIO sarà rifiutato all'imbarco dalle compagnie aeree secondo il sistema Advance Passenger Information. Le aziende devono verificare immediatamente i profili dei viaggiatori e prevedere un budget per la conversione rapida a OCI o, in caso di partenza imminente, organizzare un visto d'ingresso X. Si ricorda che i familiari residenti in India che non effettuano la conversione devono richiedere un nuovo visto tramite il portale e-FRRO prima del prossimo viaggio internazionale. A lungo termine, questa misura semplifica la gerarchia degli status in India — OCI, straniero con visto o cittadino — facilitando i progetti di automazione alle frontiere e la verifica KYC da parte delle banche.
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