
Il Centro di Crisi del Belgio ha confermato il 6 marzo di aver ottenuto slot di atterraggio per quattro voli di evacuazione nel prossimo fine settimana, un’operazione che riporterà a casa fino a 565 cittadini belgi coinvolti nell’ultima escalation tra Iran, Israele e forze alleate. Un aereo multi-ruolo MRTT trasporterà 185 passeggeri da Muscat sabato, mentre due A400M effettueranno shuttle da Dubai a Hurghada per il trasferimento successivo a Bruxelles. Un volo charter di Cyprus Airways completerà il ponte aereo domenica sera. Il Ministro degli Esteri Maxime Prévot ha elogiato la “coordinazione 24 ore su 24” tra il suo staff, il Ministero della Difesa e i partner UE. Ottanta operatori del Centro di Crisi stanno gestendo le chiamate mentre le aziende si affrettano a localizzare dipendenti mobili e i loro familiari. Il governo ha rinunciato alla consueta tariffa di 600 euro a persona per il rimpatrio militare, un gesto apprezzato dai responsabili della gestione del rischio aziendale, che avevano affrontato costi elevati durante l’evacuazione aerea Israele-Gaza del 2024. Praticamente, i datori di lavoro devono fornire un documento d’identità belga, prova di impiego e una liberatoria firmata prima che il personale possa salire a bordo degli aerei militari. I team di mobilità devono inoltre considerare che i posti sui voli Dubai–Hurghada saranno aperti ai cittadini UE, con conseguenti obblighi di privacy nella condivisione dei manifesti. L’episodio rappresenta una lezione sull’importanza di un monitoraggio aggiornato dei viaggiatori: diverse aziende hanno ammesso di aver scoperto la presenza di dipendenti in Oman solo dopo che i familiari hanno contattato la hotline. Gli esperti consigliano di collegare i dati HRIS a piattaforme di gestione del rischio viaggio in grado di integrare in tempo quasi reale dati su voli, hotel e visti. Guardando al futuro, gli assicuratori avvertono che i premi per la copertura evacuativa potrebbero aumentare per le missioni nell’area definita ‘Arco di Shiraz’, che si estende dal Golfo al Levante. Le multinazionali belghe con progetti in Arabia Saudita, Qatar o Emirati Arabi Uniti dovrebbero rivedere le clausole di forza maggiore nei contratti e valutare contratti di lavoro a doppia giurisdizione che permettano un rapido trasferimento delle buste paga in caso di escalation del conflitto.
Fonte: Belga News Agency
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