
La Commissione Europea ha ufficialmente chiuso la procedura di infrazione avviata nel 2020 contro Cipro riguardo al ormai abolito Programma di Investimento Cipriota (CIP), il controverso sistema dei “passaporti d’oro” dell’isola. In una comunicazione inviata a Nicosia l’11 marzo 2026, Bruxelles ha confermato che le violazioni legali riscontrate — principalmente il rilascio della cittadinanza UE senza un reale legame con il Paese — sono state completamente sanate.
Cipro ha eliminato il CIP nel novembre 2020, dopo che un’inchiesta di Al Jazeera aveva messo in luce gravi carenze nei controlli di due diligence. Da allora, 222 passaporti sono stati revocati e la normativa è stata modificata per impedire la vendita futura della cittadinanza. La chiusura del procedimento elimina il rischio di un rinvio alla Corte di Giustizia dell’UE e di eventuali sanzioni pecuniarie, rafforzando al contempo la credibilità di Cipro nel suo percorso verso l’adesione completa a Schengen nel 2026.
Gli esperti legali sottolineano che la decisione dovrebbe sbloccare i fondi strutturali UE, finora congelati informalmente, e rassicurare le multinazionali che trasferiscono personale, confermando l’allineamento di Cipro agli standard europei contro il riciclaggio di denaro.
In pratica, gli investitori stranieri interessati alla residenza più che alla cittadinanza dovranno ora optare per la via della Residenza Permanente (Regolamento 6(2)) o per il recentemente esteso Startup Visa, entrambi soggetti a controlli più rigorosi sull’origine dei fondi e sulla presenza fisica nel Paese.
I consulenti per l’immigrazione prevedono tempi di elaborazione più rapidi con la fine dell’incertezza legale, ma avvertono che i controlli rafforzati introdotti nel 2025 rimangono in vigore. Per i responsabili della mobilità internazionale, il messaggio chiave è che Cipro resta aperta a talenti e capitali, ma nel rispetto delle norme UE. Le aziende dovrebbero aggiornare le proprie politiche di trasferimento per riflettere il nuovo quadro normativo e comunicare che i “passaporti rapidi” non sono più disponibili.
Il caso rappresenta inoltre un monito: i programmi di cittadinanza per investimento in Europa sono sempre più sotto la lente d’ingrandimento; il sistema maltese è ancora sotto indagine e diversi programmi caraibici hanno inasprito le regole per evitare sanzioni UE.
Cipro ha eliminato il CIP nel novembre 2020, dopo che un’inchiesta di Al Jazeera aveva messo in luce gravi carenze nei controlli di due diligence. Da allora, 222 passaporti sono stati revocati e la normativa è stata modificata per impedire la vendita futura della cittadinanza. La chiusura del procedimento elimina il rischio di un rinvio alla Corte di Giustizia dell’UE e di eventuali sanzioni pecuniarie, rafforzando al contempo la credibilità di Cipro nel suo percorso verso l’adesione completa a Schengen nel 2026.
Gli esperti legali sottolineano che la decisione dovrebbe sbloccare i fondi strutturali UE, finora congelati informalmente, e rassicurare le multinazionali che trasferiscono personale, confermando l’allineamento di Cipro agli standard europei contro il riciclaggio di denaro.
In pratica, gli investitori stranieri interessati alla residenza più che alla cittadinanza dovranno ora optare per la via della Residenza Permanente (Regolamento 6(2)) o per il recentemente esteso Startup Visa, entrambi soggetti a controlli più rigorosi sull’origine dei fondi e sulla presenza fisica nel Paese.
I consulenti per l’immigrazione prevedono tempi di elaborazione più rapidi con la fine dell’incertezza legale, ma avvertono che i controlli rafforzati introdotti nel 2025 rimangono in vigore. Per i responsabili della mobilità internazionale, il messaggio chiave è che Cipro resta aperta a talenti e capitali, ma nel rispetto delle norme UE. Le aziende dovrebbero aggiornare le proprie politiche di trasferimento per riflettere il nuovo quadro normativo e comunicare che i “passaporti rapidi” non sono più disponibili.
Il caso rappresenta inoltre un monito: i programmi di cittadinanza per investimento in Europa sono sempre più sotto la lente d’ingrandimento; il sistema maltese è ancora sotto indagine e diversi programmi caraibici hanno inasprito le regole per evitare sanzioni UE.
Fonte: In-Cyprus
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