
Un gruppo per i diritti con sede nel Regno Unito ha criticato il Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO) per quella che definisce un’approccio “non interventista” nei confronti del crescente numero di cittadini britannici detenuti negli Emirati Arabi Uniti per reati online. Intervistato da ITV News il 30 marzo, Detained in Dubai ha dichiarato che almeno 23 britannici sono attualmente detenuti — alcuni per post sui social media risalenti a diversi anni fa — in base alla severa legge sugli cyber-crimini degli Emirati, che punisce “insulti” e “informazioni false”. Le sanzioni variano da multe di 20.000 AED (£4.300) fino a 200.000 AED (£43.000) e fino a due anni di reclusione, seguiti da espulsione. Le famiglie denunciano che la condanna spesso comporta divieti di viaggio immediati, intrappolando i familiari con doppia cittadinanza nello stato del Golfo e interrompendo scuole e contratti di lavoro. Il gruppo di attivisti chiede al governo britannico di aggiornare i consigli di viaggio, avvertendo esplicitamente i viaggiatori d’affari che messaggi WhatsApp e email di lavoro possono essere usati come prove. Il numero di casi è aumentato da quando, a gennaio 2025, gli Emirati hanno ampliato la definizione di “diffamazione”, includendo anche i messaggi elettronici privati nella legge. Consulenti legali di importanti studi londinesi riferiscono di un crescente numero di richieste da parte di clienti multinazionali con team di progetto a Dubai e Abu Dhabi. Scenari tipici includono fornitori insoddisfatti che condividono controversie contrattuali su LinkedIn o dipendenti che inoltrano “voci di mercato non verificate” — azioni che altrove sarebbero ordinarie, ma che negli Emirati comportano rischi penali. Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio sottolinea l’importanza di briefing culturali e di conformità prima della partenza. Le aziende sono invitate a ricordare al personale che i dati ospitati su cloud — email, conversazioni Slack, registri CRM — possono essere oggetto di citazioni in giudizio sotto la giurisdizione degli Emirati se accessibili nel paese. I viaggiatori dovrebbero inoltre attivare una crittografia robusta dei dispositivi e considerare l’uso di modalità viaggio per minimizzare i dati personali memorizzati. Il FCDO afferma di “fornire assistenza consolare a tutti i cittadini britannici detenuti negli Emirati” ma ribadisce di non poter interferire nei processi giudiziari di un altro paese. Tuttavia, la crescente pressione pubblica potrebbe spingere il dipartimento a rafforzare i suoi consigli nei prossimi giorni, con implicazioni dirette sui protocolli di valutazione del rischio nelle politiche di viaggio aziendali.
Fonte: ITV News
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Regno Unito.Di più da Regno Unito
Visualizza tutto
Il personale della Border Force si avvicina allo sciopero di Pasqua, aumentando il rischio di code negli aeroporti
Fuga di Pasqua colpita: 1.901 voli europei in ritardo e 75 cancellati; Heathrow tra gli scali coinvolti