
In un’analisi approfondita, il quotidiano francese Le Monde mette a confronto la prossima regolarizzazione di 500.000 migranti irregolari in Spagna con l’atteggiamento sempre più restrittivo di diversi partner dell’UE. Mentre Bruxelles discute di “hub di rimpatrio” offshore e la Francia riduce i canali di regolarizzazione, il premier Pedro Sánchez sostiene che il dovere morale e le esigenze del mercato del lavoro giustificano la legalizzazione dei residenti di lungo periodo arrivati prima del 31 dicembre 2025 e che abbiano vissuto in Spagna almeno cinque mesi. Il decreto — ancora in fase di revisione presso il Consiglio di Stato ma atteso per l’approvazione entro questo mese — concederebbe un permesso di soggiorno e lavoro iniziale di un anno, rinnovabile secondo la normativa spagnola sull’immigrazione. Il think-tank Funcas stima che in Spagna vivano irregolarmente 840.000 persone, per lo più provenienti dall’America Latina; il governo ritiene che mezzo milione soddisferà i requisiti. Le organizzazioni sindacali sostengono che formalizzare questa forza lavoro ridurrà lo sfruttamento e aumenterà i contributi alla sicurezza sociale. I critici di destra in Spagna, insieme all’istituto polacco Ordo Iuris, avvertono che il piano potrebbe creare un “effetto calamita” e mettere a dura prova la solidarietà europea. Tuttavia, Sánchez insiste che l’iniziativa risponde al declino demografico e colma le lacune nei settori dell’assistenza, dell’agricoltura e dell’ospitalità — comparti che già registrano livelli record di occupazione straniera. Per le multinazionali, l’amnistia rappresenta sia un’opportunità sia un obbligo. Le aziende possono accedere a un bacino di talenti legali più ampio, ma devono verificare che le nuove assunzioni completino correttamente la regolarizzazione. I team HR dovrebbero programmare aggiornamenti contrattuali, registrazioni in busta paga e controlli di conformità con largo anticipo rispetto alla scadenza per le domande del 30 giugno. L’articolo evidenzia una divergenza più ampia all’interno dell’UE: mentre molti Stati irrigidiscono i confini esterni, la Spagna punta sulla legalizzazione interna per raggiungere obiettivi economici — un esperimento politico che i professionisti della mobilità dovrebbero seguire con attenzione.
Fonte: Le Monde
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