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La Spagna apre una finestra di tre mesi per regolarizzare 500.000 migranti irregolari

apr 7, 2026
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La Spagna apre una finestra di tre mesi per regolarizzare 500.000 migranti irregolari
La Spagna ha ufficialmente avviato il programma di regolarizzazione di massa più ambizioso in Europa degli ultimi vent’anni. Dal 8 aprile al 30 giugno 2026, gli stranieri irregolari che dimostrino di essere presenti sul territorio spagnolo prima del 31 dicembre 2025, di aver vissuto nel paese per almeno cinque mesi consecutivi e di non avere precedenti penali, potranno richiedere un permesso di soggiorno e lavoro della durata di un anno. La misura, approvata con decreto reale a gennaio e pubblicata nel Boletín Oficial del Estado il 6 aprile, dovrebbe beneficiare circa mezzo milione di persone, principalmente cittadini latinoamericani entrati senza visto ma rimasti oltre il permesso consentito. Il governo Sánchez presenta l’iniziativa come un dovere morale e una necessità economica. Il lavoro irregolare sostiene già gran parte dei settori dell’ospitalità, dell’edilizia e dell’agricoltura in Spagna, ma i lavoratori senza documenti non hanno copertura previdenziale e lo Stato non incassa tasse sui loro salari. Uno studio del 2025 del think-tank Funcas ha stimato che l’inserimento dei lavoratori irregolari nel sistema formale potrebbe aggiungere 2 miliardi di euro all’anno alle casse pubbliche, aiutando le imprese a colmare una carenza cronica di 700.000 posti di lavoro qualificati e semi-qualificati. Le federazioni imprenditoriali e la Chiesa cattolica hanno espresso pubblicamente il loro sostegno al decreto, sostenendo che la regolarizzazione aumenterà i salari, migliorerà la sicurezza sul lavoro e allevierà le pressioni demografiche in un paese dove un lavoratore su tre che contribuisce alla sicurezza sociale è già nato all’estero. I critici di destra, guidati dal conservatore Partido Popular e dall’estrema destra di Vox, denunciano il piano come un “fattore di attrazione” che incoraggerà nuovi arrivi e metterà sotto pressione i servizi pubblici. Il governo risponde che l’accesso è limitato a chi è già residente e che i controlli biometrici alle frontiere, incluso il sistema europeo Entry/Exit operativo dal 10 aprile, scoraggeranno le permanenze irregolari future. Per i datori di lavoro, il vantaggio pratico è immediato: una volta presentata la domanda, l’ufficio stranieri deve rilasciare un certificato provvisorio che consente un contratto di lavoro temporaneo. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono però le aziende di prevedere tempi supplementari per gli appuntamenti, dato che il sistema online ‘cita previa’ spagnolo è noto per i rallentamenti; nel 2005 una sanatoria più limitata aveva generato code che si snodavano per interi isolati. Le autorità assicurano di aver raddoppiato il personale negli uffici extranjería e digitalizzato l’80% delle procedure per evitare un bis. I team HR delle multinazionali dovrebbero verificare rapidamente il proprio organico spagnolo. Il personale attualmente titolare di permessi per studio, ricongiungimento familiare o umanitari, ma che è passato in situazione irregolare per scadenza dei documenti, potrebbe ora avere una via rapida per tornare in regola. Le aziende che impiegano persone che non si regolarizzano rischiano multe fino a 10.000 euro per lavoratore, ma il Ministero dell’Inclusione ha lasciato intendere che ci sarà un breve periodo di “buona fede” fino al 1° settembre 2026.
Fonte: Le Monde (English edition)

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