
I dati della Seguridad Social spagnola di marzo 2026 mostrano 3,15 milioni di lavoratori stranieri iscritti, un record storico che, secondo gli economisti, mantiene i numeri complessivi dell’occupazione in territorio positivo nonostante le difficoltà globali. Secondo El Confidencial, l’affiliazione degli stranieri è cresciuta di 74.722 unità tra febbraio e marzo (+2,43%), mentre quella dei cittadini spagnoli è aumentata di 136.789 (+0,74%). La crescita complessiva ha portato a un incremento netto di 211.510 posti di lavoro, il miglior marzo di sempre, portando il totale degli iscritti a 21,88 milioni. Gli esperti di politiche sottolineano che questo aumento precede il programma straordinario di regolarizzazione del governo Sánchez, previsto per questo mese. Il progetto di Real Decreto concederà permessi di lavoro e soggiorno di un anno a circa 500.000 migranti irregolari che dimostrino di essere stati in Spagna prima del 31 dicembre 2025, di aver vissuto ininterrottamente per almeno cinque mesi e di non avere precedenti penali. Le autorità prevedono che la misura porterà altri 500.000 lavoratori nell’economia formale nei prossimi due trimestri. Le associazioni datoriali accolgono con favore i dati, sottolineando che i settori del turismo, delle costruzioni e dell’agroalimentare, in carenza di manodopera, dipendono fortemente dal talento migrante. Borja Suárez, Segretario di Stato per la Seguridad Social, ha definito i numeri “un chiaro segnale dell’attrattività del nostro mercato del lavoro”, mentre il think-tank Funcas attribuisce parte della ripresa a un rimbalzo legato al clima e alle assunzioni anticipate sulla costa mediterranea. Per i responsabili della mobilità globale, i dati trasmettono due messaggi: primo, la competizione per i talenti in Spagna si intensifica, quindi le aziende che dipendono da personale stagionale devono chiudere i contratti in anticipo e rivedere i pacchetti retributivi; secondo, con l’avvio della regolarizzazione, il carico di lavoro per la compliance aumenterà, e i team HR devono prepararsi ad aggiornare rapidamente le registrazioni in busta paga e i permessi di soggiorno per evitare sanzioni per l’impiego di lavoratori il cui status è cambiato. Guardando avanti, gli analisti di BBVA Research stimano che la Spagna potrebbe aggiungere 44.000 lavoratori stranieri al mese nel secondo trimestre 2026, se la domanda turistica si manterrà. Ciò porterebbe la quota di migranti sul totale degli iscritti dal 14,4% a quasi il 15%, livelli mai visti dai tempi della crisi del 2008, a conferma che il modello di crescita spagnolo si basa sempre più sul talento mobile.
Fonte: El Confidencial
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