
I dati sui visti pubblicati nel fine settimana mostrano che **l’Australia ha respinto il 40% delle domande di visto studentesco presentate da cittadini indiani a febbraio**, rispetto al 15% dello stesso periodo dell’anno scorso. Il tasso complessivo di rifiuto per tutte le nazionalità ha raggiunto il 32,5%, il livello mensile più alto degli ultimi vent’anni. I funzionari del Dipartimento degli Affari Interni hanno confermato che India, Nepal e Bangladesh – ora classificati al **Livello di Prova 3** nel quadro semplificato per i visti studenteschi – hanno subito gli aumenti più significativi nei requisiti di documentazione e prova finanziaria. Le autorità collegano questo inasprimento a una campagna di integrità lanciata a gennaio, che ha raddoppiato la **tariffa per il visto Temporary Graduate (Subclass 485)** e introdotto un nuovo test per verificare la genuinità degli studenti. I fornitori di istruzione hanno segnalato un calo del 39% nelle iscrizioni offshore a febbraio, avvertendo che campus regionali e college professionali stanno già risentendo della situazione. Gli studenti indiani rappresentano il mercato più grande per l’istruzione superiore australiana, contribuendo con circa 4 miliardi di AUD all’anno tra tasse universitarie e spese di soggiorno. Per i team di mobilità globale, l’effetto immediato è un allungamento dei tempi e un aumento delle prove richieste per il trasferimento di giovani talenti attraverso percorsi di studio come 485 → 482 → ENS. Le aziende che si affidano a trasferimenti con visto a mano potrebbero dover prevedere costi aggiuntivi per test di lingua inglese, certificati di polizia e prove di fondi, oppure spostare le assunzioni verso paesi con tassi di rifiuto più bassi, come Cina o Vietnam. Il governo assicura che gli studenti genuini sono ancora benvenuti. Julian Hill, Sottosegretario all’Educazione Internazionale, ha dichiarato che “misure rigorose di integrità” sono necessarie per escludere chi usa i visti studenteschi come scorciatoia per il mercato del lavoro, aumentando la domanda di affitti. Tuttavia, gli agenti di migrazione avvertono che tassi di rifiuto così elevati rischiano di spingere i talenti verso Canada o Regno Unito, proprio mentre l’Australia affronta una grave carenza di competenze in ingegneria, IT e sanità. Con la direttiva 107 sul trattamento dei visti ancora in esame parlamentare, università e datori di lavoro stanno facendo pressione per una matrice di rischio più sfumata, che distingua tra istituzioni affidabili e college privati con bassi tassi di completamento. Fino ad allora, i candidati indiani devono aspettarsi colloqui più severi, controlli finanziari rigorosi e possibili rinvii – e i team HR dovrebbero pianificare di conseguenza le pipeline di mobilità.
Fonte: The Times of India
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