
La Direzione Generale dell'Aviazione Civile del Kuwait (DGCA) ha confermato l'11 aprile che l'Aeroporto Internazionale del Kuwait rimane chiuso a tutti i voli passeggeri commerciali, sei settimane dopo che attacchi con missili e droni hanno danneggiato depositi di carburante e sistemi radar. International Business Times segnala che i tabelloni delle partenze continuano a mostrare zero voli programmati; il governo non ha indicato una data di riapertura nonostante una tregua provvisoria tra Stati Uniti e Iran.
Sebbene nessuna compagnia aerea australiana voli direttamente verso il Kuwait, gli hub del Golfo rappresentano collegamenti fondamentali per gli itinerari Australia-Europa e per il personale FIFO diretto ai progetti energetici regionali. Con l’aeroporto di Kuwait chiuso, i vettori stanno dirottando i passeggeri attraverso Dubai, Doha e Dammam, aumentando la pressione sulla capacità proprio all’inizio del picco estivo europeo. I viaggiatori con biglietti in connessione tramite Qatar Airways o Emirates verso il Kuwait vengono riprenotati o rimborsati.
Anche il trasporto merci risente della situazione: gli esportatori australiani di carne refrigerata e prodotti farmaceutici segnalano tempi di transito più lunghi, con spedizioni convogliate via terra dall’Arabia Saudita o dal Bahrain. I team di mobilità aziendale dovrebbero considerare il Kuwait una destinazione “rossa”: i visti d’ingresso rilasciati prima del 28 febbraio sono di fatto inutilizzabili fino alla revoca della sospensione. Le aziende con assegnati in Medio Oriente devono aggiornare i piani di crisi e verificare che le rotte alternative rispettino le polizze assicurative e le norme di duty of care, soprattutto alla luce del consiglio di viaggio “Non viaggiare” del DFAT per diversi paesi limitrofi.
Gli esperti assicurativi avvertono che la chiusura prolungata sta attivando esclusioni di polizza per “eventi noti”, il che significa che i biglietti acquistati dopo il 28 febbraio potrebbero non essere coperti per costi aggiuntivi. I viaggiatori già all’estero dovrebbero ottenere conferme scritte dalle compagnie aeree sulle modifiche di itinerario per supportare eventuali richieste di rimborso.
Gli analisti prevedono che, anche dopo la riapertura, i protocolli di sicurezza rafforzati potrebbero rallentare le procedure di arrivo per mesi, un fattore che i responsabili della mobilità devono considerare nella pianificazione dei progetti e delle rotazioni del personale.
Sebbene nessuna compagnia aerea australiana voli direttamente verso il Kuwait, gli hub del Golfo rappresentano collegamenti fondamentali per gli itinerari Australia-Europa e per il personale FIFO diretto ai progetti energetici regionali. Con l’aeroporto di Kuwait chiuso, i vettori stanno dirottando i passeggeri attraverso Dubai, Doha e Dammam, aumentando la pressione sulla capacità proprio all’inizio del picco estivo europeo. I viaggiatori con biglietti in connessione tramite Qatar Airways o Emirates verso il Kuwait vengono riprenotati o rimborsati.
Anche il trasporto merci risente della situazione: gli esportatori australiani di carne refrigerata e prodotti farmaceutici segnalano tempi di transito più lunghi, con spedizioni convogliate via terra dall’Arabia Saudita o dal Bahrain. I team di mobilità aziendale dovrebbero considerare il Kuwait una destinazione “rossa”: i visti d’ingresso rilasciati prima del 28 febbraio sono di fatto inutilizzabili fino alla revoca della sospensione. Le aziende con assegnati in Medio Oriente devono aggiornare i piani di crisi e verificare che le rotte alternative rispettino le polizze assicurative e le norme di duty of care, soprattutto alla luce del consiglio di viaggio “Non viaggiare” del DFAT per diversi paesi limitrofi.
Gli esperti assicurativi avvertono che la chiusura prolungata sta attivando esclusioni di polizza per “eventi noti”, il che significa che i biglietti acquistati dopo il 28 febbraio potrebbero non essere coperti per costi aggiuntivi. I viaggiatori già all’estero dovrebbero ottenere conferme scritte dalle compagnie aeree sulle modifiche di itinerario per supportare eventuali richieste di rimborso.
Gli analisti prevedono che, anche dopo la riapertura, i protocolli di sicurezza rafforzati potrebbero rallentare le procedure di arrivo per mesi, un fattore che i responsabili della mobilità devono considerare nella pianificazione dei progetti e delle rotazioni del personale.
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