
Gli aeroporti polacchi hanno subito una serie di disagi il 15 aprile, con 127 partenze ritardate e 35 cancellate negli scali di Varsavia Chopin, Cracovia Giovanni Paolo II e Danzica Lech Wałęsa. Secondo Travel and Tour World, a pagare il prezzo più alto è stata LOT Polish Airlines, ma anche i voli di Ryanair, Wizz Air e di diversi vettori full-service sono stati colpiti, paralizzando i collegamenti nazionali e le connessioni verso Londra, Francoforte, Oslo, Parigi e Roma. Gli operatori a terra hanno attribuito il caos a una combinazione di nebbia mattutina, un guasto all’illuminazione della pista di Varsavia e carenze di personale dovute a un improvviso aumento delle assenze per malattia. Gli effetti a catena si sono rapidamente propagati nella rete Schengen: un volo mattutino perso a Varsavia ha causato disallineamenti di aeromobili e equipaggi per i servizi pomeridiani, scatenando una serie di cancellazioni. Per i responsabili della mobilità aziendale il tempismo è critico: con l’avvicinarsi dei picchi di viaggio di fine anno fiscale e i pendolari espatriati che si spostano settimanalmente tra i poli regionali, il disservizio ha messo in luce riserve di equipaggio ridotte e capacità limitata negli aeroporti secondari. Gli esperti consigliano di prevedere tempi di scalo più lunghi, acquistare biglietti flessibili e monitorare i NOTAM in vista dell’intensificarsi del programma estivo. L’Ente per l’Aviazione Civile ha avviato un’indagine e richiesto ai vettori piani di emergenza per evitare il ripetersi del caos durante la settimana festiva di maggio, un periodo cruciale sia per i viaggi di piacere sia per quelli di lavoro. I passeggeri potranno richiedere il risarcimento previsto dal Regolamento UE 261, a meno che le compagnie non dimostrino “circostanze straordinarie”; i primi riscontri indicano che i problemi tecnici e di personale erano sotto il controllo dei vettori.
Fonte: Travel and Tour World
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