
Il Ministero degli Esteri austriaco (BMEIA) ha aggiornato discretamente il suo avviso di viaggio per Bosnia ed Erzegovina il 24 aprile 2026, mantenendo il Livello di Sicurezza 2 ("cautela rafforzata") ma inserendo un linguaggio più incisivo riguardo alle mine inesplose e regole più rigide per la registrazione dei visitatori a breve termine. L’avviso ricorda ai viaggiatori che la contaminazione da mine è ancora presente anche lungo alcune principali vie di transito e raccomanda **di evitare rigorosamente le strade non asfaltate**, in linea con recenti rapporti del Servizio UE per le Operazioni Antimine. Viene inoltre specificato che i turisti che soggiornano per più di tre giorni devono registrarsi presso la polizia locale entro 48 ore, una formalità solitamente gestita dagli hotel ma spesso trascurata nelle sistemazioni private in stile Airbnb. Il mancato rispetto può comportare multe immediate di circa 5 euro.
Per le aziende austriache che inviano personale a Sarajevo o in centri industriali come Banja Luka, l’aggiornamento ha implicazioni pratiche. I responsabili della mobilità devono verificare che i fornitori di alloggio completino la registrazione presso la polizia e che i dipendenti conoscano i numeri di emergenza (122 polizia, 123 vigili del fuoco, 124 ambulanza). Le compagnie assicurative potrebbero inoltre richiedere una conferma scritta che i lavoratori siano stati informati sulle aree a rischio mine per garantire la copertura.
Per quanto riguarda i visti, non ci sono cambiamenti: i cittadini austriaci e dell’UE possono entrare senza visto per un massimo di 90 giorni in un periodo di 6 mesi, a condizione che il passaporto sia valido almeno tre mesi oltre la data di uscita. Tuttavia, i viaggiatori devono essere pronti a dimostrare di avere fondi sufficienti—circa 75 euro al giorno—in contanti o tramite carta di credito, requisito che le guardie di frontiera stanno applicando con maggiore rigore dopo la chiarificazione delle regole di aprile.
Con l’avvicinarsi della stagione turistica estiva e la crescente popolarità dei viaggi su strada nei Balcani occidentali, i datori di lavoro dovrebbero diffondere le nuove indicazioni e incoraggiare il personale a scaricare l’app *Auslandsservice* del Ministero degli Esteri per ricevere avvisi in tempo reale.
Per le aziende austriache che inviano personale a Sarajevo o in centri industriali come Banja Luka, l’aggiornamento ha implicazioni pratiche. I responsabili della mobilità devono verificare che i fornitori di alloggio completino la registrazione presso la polizia e che i dipendenti conoscano i numeri di emergenza (122 polizia, 123 vigili del fuoco, 124 ambulanza). Le compagnie assicurative potrebbero inoltre richiedere una conferma scritta che i lavoratori siano stati informati sulle aree a rischio mine per garantire la copertura.
Per quanto riguarda i visti, non ci sono cambiamenti: i cittadini austriaci e dell’UE possono entrare senza visto per un massimo di 90 giorni in un periodo di 6 mesi, a condizione che il passaporto sia valido almeno tre mesi oltre la data di uscita. Tuttavia, i viaggiatori devono essere pronti a dimostrare di avere fondi sufficienti—circa 75 euro al giorno—in contanti o tramite carta di credito, requisito che le guardie di frontiera stanno applicando con maggiore rigore dopo la chiarificazione delle regole di aprile.
Con l’avvicinarsi della stagione turistica estiva e la crescente popolarità dei viaggi su strada nei Balcani occidentali, i datori di lavoro dovrebbero diffondere le nuove indicazioni e incoraggiare il personale a scaricare l’app *Auslandsservice* del Ministero degli Esteri per ricevere avvisi in tempo reale.
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