
Una voce discreta nel budget per la ricerca del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) per l’anno fiscale 2027 destina 7,5 milioni di dollari allo sviluppo di un prototipo di “occhiali intelligenti” che permetteranno agli agenti dell’Immigrazione e della Dogana (ICE) di avere capacità di riconoscimento facciale e consultazione di database in tempo reale direttamente sul campo, come riportato per primo da The Hill. Secondo documenti trapelati e analizzati dal giornalista Ken Klippenstein, questi dispositivi indossabili scannerizzeranno volti e modi di camminare confrontandoli con dataset del DHS e commerciali, fino a 75 milioni di record, mostrando i risultati delle corrispondenze direttamente nelle lenti degli agenti. I funzionari sperano di avviare i test operativi all’inizio del 2027.
Le associazioni per i diritti civili sono insorte. L’ACLU avverte che il progetto rischia di confondere il confine tra controllo alle frontiere e sorveglianza di massa, permettendo agli agenti di identificare manifestanti o cittadini statunitensi – senza mandato – mentre camminano per le strade delle città. Occhiali simili, sperimentati l’anno scorso dalla CBP all’aeroporto di Los Angeles (LAX), hanno registrato un tasso di falsi positivi del 13% per le persone di colore, sollevando preoccupazioni di discriminazione.
Per le aziende globali, questa tecnologia potrebbe estendere i controlli sull’immigrazione direttamente nei luoghi di lavoro e nei nodi di trasporto, aumentando la necessità per i lavoratori di portare sempre con sé la prova dello status legale. I responsabili della privacy potrebbero inoltre dover affrontare nuove domande di due diligence da parte del personale in trasferimento preoccupato per il tracciamento biometrico.
Il DHS ha risposto che “rispetterà tutte le leggi sulla privacy applicabili” e sottolinea che gli occhiali sono semplicemente una versione più compatta degli strumenti già in uso dagli agenti su tablet ruggedizzati. I membri della Commissione per la Sicurezza Interna della Camera hanno richiesto un briefing; i fondi potrebbero ancora essere riassegnati se i comitati di controllo dovessero opporsi.
Le associazioni per i diritti civili sono insorte. L’ACLU avverte che il progetto rischia di confondere il confine tra controllo alle frontiere e sorveglianza di massa, permettendo agli agenti di identificare manifestanti o cittadini statunitensi – senza mandato – mentre camminano per le strade delle città. Occhiali simili, sperimentati l’anno scorso dalla CBP all’aeroporto di Los Angeles (LAX), hanno registrato un tasso di falsi positivi del 13% per le persone di colore, sollevando preoccupazioni di discriminazione.
Per le aziende globali, questa tecnologia potrebbe estendere i controlli sull’immigrazione direttamente nei luoghi di lavoro e nei nodi di trasporto, aumentando la necessità per i lavoratori di portare sempre con sé la prova dello status legale. I responsabili della privacy potrebbero inoltre dover affrontare nuove domande di due diligence da parte del personale in trasferimento preoccupato per il tracciamento biometrico.
Il DHS ha risposto che “rispetterà tutte le leggi sulla privacy applicabili” e sottolinea che gli occhiali sono semplicemente una versione più compatta degli strumenti già in uso dagli agenti su tablet ruggedizzati. I membri della Commissione per la Sicurezza Interna della Camera hanno richiesto un briefing; i fondi potrebbero ancora essere riassegnati se i comitati di controllo dovessero opporsi.
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