
Il 28 aprile, il media ucraino NV ha riportato che la Polonia aprirà un percorso elettronico dedicato su MOS 2.0 per gli ucraini entrati con la Direttiva UE sulla Protezione Temporanea, al fine di convertire il loro status in una carta di soggiorno CUKR valida per tre anni. La funzione sarà attiva dal 4 maggio, meno di una settimana dopo la completa digitalizzazione del sistema di immigrazione polacco. La carta CUKR (cudzoziemiec-UKR) è pensata per offrire agli sfollati ucraini una soluzione a medio termine, estendendo la protezione oltre la scadenza attuale del 4 marzo 2027. I titolari avranno accesso al mercato del lavoro come gli altri beneficiari di soggiorno temporaneo, ma senza i rinnovi annuali “PESEL-UKR” che hanno gravato sugli uffici amministrativi locali. I richiedenti devono possedere un numero PESEL-UKR valido e dimostrare che tale status è stato mantenuto senza interruzioni per almeno 365 giorni consecutivi; assenze superiori a 30 giorni all’estero interrompono la continuità. Dal punto di vista della conformità, questa novità elimina la necessità di presentare documenti di persona, una buona notizia per gli uffici provinciali di Varsavia, Cracovia e Breslavia, che gestiscono la maggior parte dei casi legati all’Ucraina. I datori di lavoro devono però considerare che la carta CUKR è legata alla persona e non a un’offerta di lavoro specifica, riducendo l’onere amministrativo in caso di cambio datore, ma limitando la visibilità aziendale sulle scadenze di rinnovo. Per i responsabili HR e della mobilità, una comunicazione proattiva sarà fondamentale. I lavoratori devono creare o aggiornare il proprio profilo di fiducia in anticipo e molti potrebbero necessitare di supporto per raccogliere le prove dei viaggi che attestino il requisito di un anno di status PESEL-UKR continuativo. Il mancato rispetto della condizione di soggiorno ininterrotto potrebbe comportare il rigetto della domanda, lasciando la persona in una situazione legale incerta una volta scaduta la protezione temporanea. A livello politico, il meccanismo CUKR riflette l’intenzione di Varsavia di integrare una quota significativa dell’1 milione di ucraini stimati ancora residenti in Polonia. Spostando i titolari di protezione nel flusso migratorio ordinario, le autorità puntano a stabilizzare la partecipazione al mercato del lavoro e a evitare un sovraccarico amministrativo improvviso nel 2027. Altri Stati membri UE, osservando l’esperimento polacco, potrebbero adottare elementi simili per gestire le proprie popolazioni di rifugiati ucraini.
Fonte: NV.ua
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