
La coalizione di centrodestra finlandese ha presentato al Parlamento un disegno di legge sull'immigrazione che renderebbe il Paese uno dei più severi in Europa riguardo ai permessi di soggiorno per motivi di studio. Secondo un comunicato del Ministero degli Affari Economici e del Lavoro del 1° maggio, qualsiasi studente non appartenente all'UE o allo Spazio Economico Europeo che riceva anche un solo pagamento di assistenza sociale soggetta a verifica dei mezzi potrebbe vedersi revocare il permesso di soggiorno, con un controllo di proporzionalità complessivo molto limitato. Le regole attuali richiedono già agli studenti di dimostrare di avere circa 560 euro al mese per le spese di vita al momento della richiesta del permesso, ma l'applicazione è per lo più successiva e discrezionale. La nuova proposta inverte l'onere della prova: ricevere assistenza sociale di base attiverebbe automaticamente il processo di cancellazione da parte di Migri. Il governo sostiene che la modifica protegge gli studenti dal "cadere nella dipendenza" e garantisce che il sistema di welfare sia riservato ai residenti che contribuiscono a lungo termine. Università Finlandia (UNIFI) e la Camera di Commercio hanno subito avvertito che la politica potrebbe ridurre l'attrattiva del Paese nella competizione globale per i talenti. Gli studenti internazionali, in particolare quelli dei corsi ICT e ingegneristici, sono fondamentali per colmare il cronico gap di competenze in Finlandia; il 55% rimane nel Paese dopo la laurea grazie al permesso di ricerca lavoro quadriennale introdotto nel 2024. I datori di lavoro temono che la nuova norma spinga i candidati più cauti verso Paesi come Paesi Bassi, Germania o Svezia, dove i programmi di supporto agli studenti sono più flessibili. I team di mobilità globale dovrebbero agire subito: 1) aggiornare i calcolatori dei costi di vita pre-assegnazione includendo tasse universitarie complete e assicurazione privata; 2) consigliare agli studenti in arrivo di aprire un conto bancario finlandese prima dell’arrivo, così da far contare i trasferimenti familiari come "fondi propri"; 3) rivedere le clausole di difficoltà o contingenza nei contratti di formazione, poiché un alloggio d’emergenza pagato dall’università potrebbe essere interpretato come assistenza sociale. Se approvata, la legge entrerà in vigore nell’autunno 2026, ma le autorità intendono avviare subito un “monitoraggio post-decisione rafforzato”. Le università dovranno fornire a Kela dati in tempo reale sul progresso degli studi, così da incrociare le richieste di benefici con i tassi di completamento dei crediti. Migri prevede inoltre di sperimentare un sistema automatico di allerta che segnali ogni studente il cui indirizzo registrato corrisponda a un ufficio comunale di assistenza sociale. La proposta si affianca a un disegno di legge in arrivo che posticiperebbe i visti per ricongiungimento familiare agli studenti fino a un anno di residenza in Finlandia e al raggiungimento di una soglia di reddito più alta. Queste misure indicano un significativo inasprimento del percorso migratorio per studio, un tempo accogliente: i fornitori di servizi di relocation devono prepararsi a un aumento dei ricorsi e a indirizzare i candidati verso la Carta Blu UE come alternativa.
Fonte: Daily Finland
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