
La coalizione di centrodestra finlandese ha avviato un progetto legislativo che cambierà significativamente il modo in cui il Paese stabilisce il reddito minimo che uno sponsor deve guadagnare prima di poter far venire i familiari in Finlandia. Attualmente, il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) emette linee guida non vincolanti che indicano quanto un residente deve guadagnare per dimostrare di poter mantenere coniuge, figli o altri dipendenti. Datori di lavoro, responsabili dei trasferimenti e richiedenti si sono a lungo lamentati del fatto che le cifre — attualmente 2.600 euro al mese per una coppia con due figli — sono difficili da prevedere, poiché Migri può aggiornarle con breve preavviso.
Il Ministero dell’Interno propone ora che queste cifre vengano sancite in un decreto governativo adottato ai sensi della Legge sugli Stranieri. Una volta entrata in vigore la riforma, le future modifiche seguiranno un processo trasparente a livello di governo, simile a quello utilizzato per l’indicizzazione dei benefici sociali. Il team di progetto analizzerà le esigenze del mercato del lavoro, l’impatto sulle finanze pubbliche e i parametri nordici prima di presentare un disegno di legge al Parlamento nell’autunno 2026, con il decreto che dovrebbe entrare in vigore nel 2027.
Per i datori di lavoro internazionali, questa novità offre una maggiore certezza nella pianificazione. I responsabili della mobilità globale sapranno all’inizio di ogni anno quali prove di reddito i dipendenti trasferiti dovranno presentare, permettendo di adeguare gli aumenti salariali o scegliere categorie di permessi alternative con largo anticipo rispetto alle date di trasferimento. Il ministero ha già fatto sapere che le soglie difficilmente diminuiranno; al contrario, aumenteranno in linea con i salari medi, rafforzando la politica finlandese che lega la migrazione familiare all’autosufficienza economica.
I team HR dovrebbero verificare i casi di ricongiungimento familiare in corso e segnalare i dipendenti che potrebbero non raggiungere le future soglie — in particolare le famiglie con un solo reddito e gli specialisti alle prime armi con contratti locali. Se necessario, i contratti possono essere modificati o possono essere strutturati assegni di supporto per rispettare il decreto una volta pubblicato.
Il Ministero dell’Interno propone ora che queste cifre vengano sancite in un decreto governativo adottato ai sensi della Legge sugli Stranieri. Una volta entrata in vigore la riforma, le future modifiche seguiranno un processo trasparente a livello di governo, simile a quello utilizzato per l’indicizzazione dei benefici sociali. Il team di progetto analizzerà le esigenze del mercato del lavoro, l’impatto sulle finanze pubbliche e i parametri nordici prima di presentare un disegno di legge al Parlamento nell’autunno 2026, con il decreto che dovrebbe entrare in vigore nel 2027.
Per i datori di lavoro internazionali, questa novità offre una maggiore certezza nella pianificazione. I responsabili della mobilità globale sapranno all’inizio di ogni anno quali prove di reddito i dipendenti trasferiti dovranno presentare, permettendo di adeguare gli aumenti salariali o scegliere categorie di permessi alternative con largo anticipo rispetto alle date di trasferimento. Il ministero ha già fatto sapere che le soglie difficilmente diminuiranno; al contrario, aumenteranno in linea con i salari medi, rafforzando la politica finlandese che lega la migrazione familiare all’autosufficienza economica.
I team HR dovrebbero verificare i casi di ricongiungimento familiare in corso e segnalare i dipendenti che potrebbero non raggiungere le future soglie — in particolare le famiglie con un solo reddito e gli specialisti alle prime armi con contratti locali. Se necessario, i contratti possono essere modificati o possono essere strutturati assegni di supporto per rispettare il decreto una volta pubblicato.
Fonte: Daily Finland
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