
Il governo di centrodestra della Finlandia ha compiuto il primo passo legislativo verso un modello di integrazione molto più rigoroso basato sul principio del “lavoro prima di tutto”. Un pacchetto di riforme, presentato al Parlamento il 24 aprile e pubblicato il 25 aprile, prevede una revisione completa della legge del 2010 sulla promozione dell’integrazione degli immigrati.
Secondo la bozza di legge, la maggior parte dei nuovi arrivati dovrà:
• sostenere un colloquio iniziale di valutazione delle competenze entro due mesi dall’arrivo;
• partecipare ad almeno 20 ore settimanali di corsi di finlandese o svedese fino al raggiungimento del livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER);
• seguire un piano personalizzato di ricerca lavoro o formazione professionale elaborato dall’ufficio locale per l’impiego.
La proposta assegna ai comuni – e non più al servizio nazionale per l’impiego – il ruolo principale (e un unico flusso di finanziamento) per la formazione linguistica e l’orientamento al lavoro. Elemento chiave è l’introduzione di una scala di sanzioni: saltare le lezioni o rifiutare un lavoro adeguato potrebbe ridurre del 40% i sussidi di disoccupazione per tre mesi, mentre i recidivi potrebbero vedere tagliati fino al 20% i sussidi sociali di base.
I ministri sostengono che la riforma sia necessaria per colmare le carenze strutturali del mercato del lavoro finlandese e ridurre la spesa sociale. Le proiezioni del Ministero delle Finanze indicano un risparmio annuo di 46,8 milioni di euro entro il 2027, principalmente grazie a un ingresso più rapido nel mercato del lavoro e alla razionalizzazione dei finanziamenti sovrapposti.
I datori di lavoro, in particolare nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ICT, hanno accolto positivamente un percorso più chiaro verso la residenza basata sull’occupazione, ma la confederazione sindacale SAK avverte che le sanzioni sui sussidi potrebbero spingere le famiglie vulnerabili nella povertà e compromettere gli obiettivi di integrazione a lungo termine.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è duplice. Primo, i datori di lavoro che sponsorizzano permessi di soggiorno dovranno monitorare che i lavoratori stranieri seguano regolarmente i corsi di lingua obbligatori. Secondo, il disegno di legge conferma i comuni come “sportello unico” per i servizi di integrazione in Finlandia: le aziende che trasferiscono personale dovranno quindi includere nelle tempistiche di onboarding la registrazione presso le autorità locali e la partecipazione ai corsi di formazione.
Se approvato senza modifiche, il nuovo regime entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, lasciando alle imprese otto mesi per adeguare le politiche HR e i budget delle missioni. Il Parlamento dovrebbe iniziare le audizioni dettagliate in commissione la prossima settimana, e i partiti di opposizione hanno già annunciato emendamenti sulle sanzioni ai sussidi. Tuttavia, con il governo di coalizione a quattro partiti che detiene 117 seggi su 200, gli osservatori prevedono che gli obblighi principali supereranno l’iter legislativo.
Secondo la bozza di legge, la maggior parte dei nuovi arrivati dovrà:
• sostenere un colloquio iniziale di valutazione delle competenze entro due mesi dall’arrivo;
• partecipare ad almeno 20 ore settimanali di corsi di finlandese o svedese fino al raggiungimento del livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER);
• seguire un piano personalizzato di ricerca lavoro o formazione professionale elaborato dall’ufficio locale per l’impiego.
La proposta assegna ai comuni – e non più al servizio nazionale per l’impiego – il ruolo principale (e un unico flusso di finanziamento) per la formazione linguistica e l’orientamento al lavoro. Elemento chiave è l’introduzione di una scala di sanzioni: saltare le lezioni o rifiutare un lavoro adeguato potrebbe ridurre del 40% i sussidi di disoccupazione per tre mesi, mentre i recidivi potrebbero vedere tagliati fino al 20% i sussidi sociali di base.
I ministri sostengono che la riforma sia necessaria per colmare le carenze strutturali del mercato del lavoro finlandese e ridurre la spesa sociale. Le proiezioni del Ministero delle Finanze indicano un risparmio annuo di 46,8 milioni di euro entro il 2027, principalmente grazie a un ingresso più rapido nel mercato del lavoro e alla razionalizzazione dei finanziamenti sovrapposti.
I datori di lavoro, in particolare nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ICT, hanno accolto positivamente un percorso più chiaro verso la residenza basata sull’occupazione, ma la confederazione sindacale SAK avverte che le sanzioni sui sussidi potrebbero spingere le famiglie vulnerabili nella povertà e compromettere gli obiettivi di integrazione a lungo termine.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è duplice. Primo, i datori di lavoro che sponsorizzano permessi di soggiorno dovranno monitorare che i lavoratori stranieri seguano regolarmente i corsi di lingua obbligatori. Secondo, il disegno di legge conferma i comuni come “sportello unico” per i servizi di integrazione in Finlandia: le aziende che trasferiscono personale dovranno quindi includere nelle tempistiche di onboarding la registrazione presso le autorità locali e la partecipazione ai corsi di formazione.
Se approvato senza modifiche, il nuovo regime entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, lasciando alle imprese otto mesi per adeguare le politiche HR e i budget delle missioni. Il Parlamento dovrebbe iniziare le audizioni dettagliate in commissione la prossima settimana, e i partiti di opposizione hanno già annunciato emendamenti sulle sanzioni ai sussidi. Tuttavia, con il governo di coalizione a quattro partiti che detiene 117 seggi su 200, gli osservatori prevedono che gli obblighi principali supereranno l’iter legislativo.
Fonte: Stara.fi
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Finlandia.Di più da Finlandia
Visualizza tutto
I dati mostrano che il Sistema di Entrata/Uscita dell'UE fa superare le due ore ai picchi dei controlli passaporti – Ai finlandesi consigliato di prevedere tempi più lunghi per gli spostamenti estivi
La Finlandia pronta a espellere i volontari russi che hanno sostenuto l'Ucraina dopo il rigetto della richiesta di asilo