
Il 1° maggio, il portale con sede ad Atene Expats Greece ha pubblicato la prima analisi in inglese delle modifiche normative di febbraio relative al popolare visto per nomadi digitali in Grecia, informazioni che sono passate inosservate a molti lavoratori remoti britannici concentrati su altri programmi Schengen. Con il nuovo regime, i potenziali nomadi devono ora presentare la domanda per il visto di tipo D presso un consolato greco nel proprio paese d’origine prima di partire; è stata eliminata la possibilità di arrivare come turisti e cambiare status direttamente in Grecia. Per freelance e dipendenti di aziende britanniche, i requisiti principali restano invariati: un reddito minimo mensile di 3.500 € per il richiedente singolo, che aumenta del 20% per il coniuge e del 15% per ogni figlio. I candidati approvati ricevono un visto di 12 mesi convertibile, all’arrivo, in un permesso di soggiorno biennale e possono, previa verifica della residenza fiscale, beneficiare di una riduzione del 50% sull’imposta sul reddito per un massimo di sette anni. Perché questo cambiamento improvviso nelle procedure? Le autorità greche citano l’aumento del carico di lavoro per gli ufficiali dell’immigrazione dopo l’ingresso della Croazia nello spazio Schengen nel 2023, oltre a preoccupazioni dell’UE riguardo agli abusi legati ai “visa-run”. Le nuove regole allineano la Grecia a Paesi come Portogallo e Spagna, che già richiedono la procedura consolare anticipata. I team di mobilità del Regno Unito dovrebbero considerare questo aggiornamento come un segnale per rivedere i tempi: gli appuntamenti consolari a Londra e Edimburgo sono attualmente prenotati con quattro settimane di anticipo, e la legalizzazione e traduzione dei documenti può richiedere altre due settimane. Le aziende remote-first che inviano personale in Grecia per periodi stagionali devono verificare che i certificati di assicurazione sanitaria includano la copertura per il COVID-19 e rispettino i requisiti in lingua greca. Questa modifica normativa evidenzia anche una tendenza più ampia: gli Stati membri dell’UE stanno perfezionando i programmi per nomadi digitali per bilanciare l’attrazione di talenti con il controllo migratorio. Il nascente “Visto per Lavoratore da Remoto” italiano, ad esempio, prevede agevolazioni fiscali solo per chi accetta di risiedere in aree a bassa densità abitativa. Prevedete condizioni più dettagliate e una burocrazia più complessa per i britannici che desiderano trasferirsi in Europa per motivi di stile di vita.
Fonte: Expats Greece
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