
Meno di cinque settimane prima che gli elettori svizzeri decidano se limitare la popolazione permanente del paese a 10 milioni, i tre livelli di governo subnazionale della Svizzera hanno lanciato un appello congiunto e particolarmente deciso a respingere l’iniziativa. In una conferenza stampa a Berna l’11 maggio, Markus Dieth (Conferenza dei Governi Cantonali), Hanspeter Hilfiker (Associazione Svizzera delle Città) e Mathias Zopfi (Associazione Svizzera dei Comuni) hanno avvertito che un tetto rigido alla popolazione creerebbe «più problemi di quanti ne risolva». Hanno sottolineato che i cantoni dispongono già di strumenti mirati — regolamenti urbanistici, incentivi per l’edilizia abitativa e investimenti nei trasporti — per gestire la crescita, mentre un limite fisso metterebbe a rischio la disponibilità di manodopera, le entrate fiscali e i servizi pubblici che garantiscono la qualità della vita in Svizzera. Le tre organizzazioni hanno evidenziato in particolare le conseguenze sulla mobilità. Se l’iniziativa costringesse la Svizzera a rinegoziare o sospendere l’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE, i frontalieri provenienti dai paesi vicini potrebbero trovarsi di fronte a quote o a lotterie per i permessi di lavoro. Oltre 360.000 lavoratori frontalieri sono attualmente impiegati in ospedali, centri IT e fabbriche di orologi; perderli metterebbe sotto pressione tutto, dagli orari dei trasporti pubblici ai turni di sicurezza negli aeroporti. I gruppi imprenditoriali hanno accolto con favore la dichiarazione. Economiesuisse ha affermato che la voce unita di cantoni, città e comuni «mette in luce i danni concreti» che la proposta causerebbe alle catene di approvvigionamento e ai programmi di rilocalizzazione aziendale. I direttori delle risorse umane delle multinazionali hanno detto ai media svizzeri di aver iniziato a elaborare piani di emergenza che prevedono lo spostamento dei centri di servizi condivisi in giurisdizioni UE vicine, qualora le restrizioni all’assunzione si inasprissero. I sostenitori dell’iniziativa del Partito Popolare Svizzero (SVP) hanno replicato che i cantoni temono solo una perdita dei pagamenti di compensazione federali. I sondaggi pubblicati la scorsa settimana mostrano un elettorato diviso a metà, preparando il terreno per una campagna finale dura, in cui i responsabili della mobilità globale seguiranno con attenzione sia la retorica sia l’andamento delle opinioni.
Fonte: blue News
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