
La capitale cinese sta trasformando i suoi punti di ingresso in laboratori viventi per l’innovazione nel controllo delle frontiere. Secondo i dati diffusi dalla Stazione Generale di Ispezione Immigrazione di Pechino, durante la pausa di cinque giorni per la Festa del Lavoro (1-5 maggio) gli aeroporti della città hanno gestito 111.000 viaggi di ingresso e uscita da parte di cittadini stranieri. Oltre 37.000 di questi viaggiatori – quasi tre quarti di tutti gli arrivi stranieri – sono entrati usufruendo di uno dei programmi cinesi ampliati di esenzione dal visto o del permesso di transito di 240 ore, con un aumento anno su anno del 50,2%. I dati dell’Amministrazione Nazionale dell’Immigrazione (NIA) indicano che i movimenti transfrontalieri a livello nazionale hanno raggiunto i 11,28 milioni nello stesso periodo, sottolineando il ruolo di Pechino come indicatore chiave per la riapertura post-pandemica della Cina.
Di fronte all’aumento dei flussi, gli aeroporti di Pechino hanno introdotto una serie di modifiche operative. I canali di ispezione vengono aperti in anticipo rispetto ai picchi previsti; dashboard in tempo reale sul flusso passeggeri permettono ai supervisori di riassegnare il personale minuto per minuto; e le “corsie verdi” attive 24 ore su 24, recentemente ampliate, consentono ai passeggeri idonei di registrarsi per i permessi di transito direttamente in loco, evitando lunghe code a sportelli separati. L’obiettivo dichiarato è mantenere i tempi medi di attesa sotto i 30 minuti, limite nazionale, anche quando gli arrivi orari raddoppiano rispetto alla media.
Parallelamente, si stanno implementando miglioramenti nei servizi di assistenza. Team multilingue si muovono nelle sale arrivi per aiutare i viaggiatori a compilare le carte di arrivo digitali, comprendere le esenzioni di 24 e 240 ore e ottenere permessi temporanei per ingressi last minute, come riunioni o scali. Passeggeri anziani e famiglie con bambini piccoli vengono accompagnati attraverso punti di controllo dedicati. L’Aeroporto Internazionale di Pechino Capitale ha inoltre attivato un sistema di allocazione basato sull’intelligenza artificiale che adatta la configurazione dei canali in base agli orari dei voli in tempo reale, mentre l’aeroporto di Daxing prevede di operare 44 rotte internazionali e regionali questa estate, molte delle quali programmate per distribuire più uniformemente la domanda di arrivi durante la giornata.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: il business case per viaggi senza visto a breve preavviso verso la Cina si sta rafforzando. Dirigenti provenienti da 50 paesi possono ora entrare senza visto per un massimo di 30 giorni, mentre i cittadini di 55 paesi beneficiano di una deroga al visto per transiti fino a 240 ore (10 giorni). A condizione che l’agenda del viaggiatore non preveda attività lavorative retribuite, sono consentiti incontri, visite in loco e partecipazione a fiere commerciali. Le aziende dovrebbero comunque informare i viaggiatori di portare con sé conferme stampate di hotel e voli, poiché gli agenti di frontiera possono richiedere prove di viaggio successivo.
Con i volumi di arrivi finalmente tornati ai livelli pre-COVID, Pechino si sta affermando come il principale banco di prova cinese per la gestione delle frontiere di nuova generazione. I feedback positivi dei passeggeri – dai turisti vietnamiti agli atleti australiani – indicano che la strategia sta funzionando. Se la capitale riuscirà a mantenere tempi di sdoganamento inferiori ai 30 minuti anche nei periodi di picco, altre città gateway cinesi sono pronte a replicare il modello in vista della stagione autunnale dei viaggi.
Di fronte all’aumento dei flussi, gli aeroporti di Pechino hanno introdotto una serie di modifiche operative. I canali di ispezione vengono aperti in anticipo rispetto ai picchi previsti; dashboard in tempo reale sul flusso passeggeri permettono ai supervisori di riassegnare il personale minuto per minuto; e le “corsie verdi” attive 24 ore su 24, recentemente ampliate, consentono ai passeggeri idonei di registrarsi per i permessi di transito direttamente in loco, evitando lunghe code a sportelli separati. L’obiettivo dichiarato è mantenere i tempi medi di attesa sotto i 30 minuti, limite nazionale, anche quando gli arrivi orari raddoppiano rispetto alla media.
Parallelamente, si stanno implementando miglioramenti nei servizi di assistenza. Team multilingue si muovono nelle sale arrivi per aiutare i viaggiatori a compilare le carte di arrivo digitali, comprendere le esenzioni di 24 e 240 ore e ottenere permessi temporanei per ingressi last minute, come riunioni o scali. Passeggeri anziani e famiglie con bambini piccoli vengono accompagnati attraverso punti di controllo dedicati. L’Aeroporto Internazionale di Pechino Capitale ha inoltre attivato un sistema di allocazione basato sull’intelligenza artificiale che adatta la configurazione dei canali in base agli orari dei voli in tempo reale, mentre l’aeroporto di Daxing prevede di operare 44 rotte internazionali e regionali questa estate, molte delle quali programmate per distribuire più uniformemente la domanda di arrivi durante la giornata.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: il business case per viaggi senza visto a breve preavviso verso la Cina si sta rafforzando. Dirigenti provenienti da 50 paesi possono ora entrare senza visto per un massimo di 30 giorni, mentre i cittadini di 55 paesi beneficiano di una deroga al visto per transiti fino a 240 ore (10 giorni). A condizione che l’agenda del viaggiatore non preveda attività lavorative retribuite, sono consentiti incontri, visite in loco e partecipazione a fiere commerciali. Le aziende dovrebbero comunque informare i viaggiatori di portare con sé conferme stampate di hotel e voli, poiché gli agenti di frontiera possono richiedere prove di viaggio successivo.
Con i volumi di arrivi finalmente tornati ai livelli pre-COVID, Pechino si sta affermando come il principale banco di prova cinese per la gestione delle frontiere di nuova generazione. I feedback positivi dei passeggeri – dai turisti vietnamiti agli atleti australiani – indicano che la strategia sta funzionando. Se la capitale riuscirà a mantenere tempi di sdoganamento inferiori ai 30 minuti anche nei periodi di picco, altre città gateway cinesi sono pronte a replicare il modello in vista della stagione autunnale dei viaggi.
Fonte: The Star (Malaysia)
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