
Una risoluzione del Consiglio Superiore dello Sport (CSD), pubblicata il 16 maggio, ordina alla Real Federación Española de Fútbol (RFEF) di concedere la licenza federativa a un minore migrante non accompagnato nelle Canarie. L’ente ricorda che la legislazione spagnola – e la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia – garantiscono il diritto allo sport ai minori legalmente tutelati, indipendentemente dalla loro situazione documentale davanti alla FIFA. La decisione arriva dopo mesi di proteste da parte di ONG e club dilettantistici che denunciavano l’esclusione di decine di adolescenti stranieri. Nel 2024 la FIFA ha inasprito il Regolamento sullo Statuto e il Trasferimento dei Giocatori per prevenire il traffico di minori a scopo di lucro; come effetto collaterale, migliaia di ragazzi sono rimasti senza tessera federativa perché non potevano dimostrare un permesso di soggiorno ordinario. La Spagna, principale destinazione di minori non accompagnati nell’UE, è uno dei paesi più colpiti. Il CSD sottolinea che le federazioni sportive non possono applicare norme private al di sopra dell’ordinamento interno. Se un minore è tutelato da una comunità autonoma – spiega la risoluzione – la sua situazione è «legale» a tutti gli effetti e deve essere trattato come qualsiasi altro residente. Viene aggiunto che impedirgli di competere danneggia la sua integrazione sociale e viola il principio del superiore interesse del minore. Fonti della RFEF assicurano che rispetteranno la risoluzione e rilasceranno le licenze nei casi ritenuti favorevoli dal CSD. Le ONG accolgono la decisione come “un punto di svolta” per l’inclusione dei giovani migranti, mentre i club di calcio dilettantistici sperano che la FIFA adatti il proprio regolamento per armonizzarlo con la normativa europea. Per i responsabili della mobilità internazionale nelle società sportive, il pronunciamento chiarisce un vuoto legale: i minori stranieri le cui famiglie si trasferiscono in Spagna per lavoro o protezione internazionale potranno integrarsi nelle giovanili senza dover aspettare il permesso di soggiorno di lunga durata, purché dimostrino una presenza legale o la tutela. L’impatto sarà particolarmente evidente nelle Canarie, in Andalusia e nelle città autonome, dove la rete di accoglienza concentra il maggior numero di ragazzi migranti.
Fonte: EL PAÍS
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