
I viaggiatori in transito dagli aeroporti di **Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat** il 14 maggio si sono svegliati di nuovo in una giornata di disagi, a causa di scioperi simultanei di controllori del traffico aereo, operatori a terra e personale addetto ai bagagli, che hanno costretto le compagnie aeree a ridurre i voli e a concentrare i collegamenti nei due principali scali spagnoli. I dati dei tabelloni partenze mostrano oltre 120 cancellazioni e numerosi ritardi, colpendo collegamenti ad alto valore verso **Londra, Bruxelles, Boston e Kuwait City**. La compagnia di bandiera Iberia ha cancellato diverse partenze, mentre i partner in codeshare British Airways e Qatar Airways hanno riassegnato i numeri dei voli per garantire almeno un servizio minimo. L’operatore low-cost Pegasus ha ridotto le frequenze per Istanbul e ha invitato i passeggeri ad arrivare in anticipo a causa delle lunghe code ai controlli di sicurezza. L’azione sindacale, iniziata a metà aprile, è stata **prolungata almeno fino alla fine di maggio**. Sebbene la legge spagnola imponga ai sindacati di garantire servizi minimi, l’impatto sulle connessioni internazionali è significativo: Madrid e Barcellona sono snodi fondamentali per i network latino-americani, nord-americani e mediorientali. Forum di viaggi business segnalano coincidenze mancate e riprotezioni dell’ultimo minuto via Francoforte, Roma o Lisbona, con conseguente aumento dei costi e complicazioni per impegni a tempo determinato. Le compagnie rispondono con: • fusione preventiva di voli poco prenotati, • subappalto dei servizi a terra a operatori non coinvolti, e • politiche di riprenotazione flessibili che permettono ai clienti corporate di modificare itinerari fino a 48 ore prima della partenza. Secondo il Regolamento UE 261/2004, i passeggeri con voli cancellati hanno diritto a riprotezione o rimborso più assistenza (pasti, hotel). Tuttavia, il risarcimento non è automatico in caso di sciopero del personale di infrastrutture critiche come il controllo del traffico aereo. Le agenzie di gestione viaggi consigliano quindi alle aziende di stipulare **assicurazioni robuste contro l’interruzione del viaggio** e di prevedere scali più lunghi negli itinerari che attraversano la Spagna fino alla risoluzione della vertenza. Guardando al futuro, i sindacati del personale ATC hanno convocato un incontro di mediazione per il 22 maggio. In assenza di un accordo, le compagnie temono che il caos possa protrarsi fino al picco estivo, compromettendo gli sforzi della Spagna di affermarsi come porta d’ingresso fluida a pochi mesi dall’entrata in vigore obbligatoria del Sistema Biometrico di Entrata/Uscita negli aeroporti Schengen.
Fonte: The Traveler
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