
Il Brasile è entrato silenziosamente in una nuova era nella gestione delle immigrazioni il 21 maggio 2026, con l’entrata in vigore del Decreto 12.657/2025. La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale all’inizio del mese ma spiegata in dettaglio dagli esperti di diritto dell’immigrazione solo ora, riscrive le regole per quasi tutte le categorie di visti a lungo termine—lavoro, nomadi digitali, investitori, ricongiungimenti familiari e umanitari.
Il cambiamento strutturale più importante è di natura procedurale: la maggior parte dei richiedenti non dovrà più presentarsi di persona presso un consolato brasiliano prima di partire. Potranno invece accedere al “Portale Migrante” federale, caricare documenti apostillati e traduzioni giurate, e ottenere una lettera di pre-approvazione che funge da visto elettronico. Questo documento sarà scansionato dalle compagnie aeree e dalla Polizia Federale al confine, dopodiché il viaggiatore avrà 90 giorni per effettuare un appuntamento biometrico e convertire l’autorizzazione d’ingresso in una carta di soggiorno (CRNM).
I responsabili della mobilità aziendale accoglieranno con favore questa novità. Le code consolari a Shanghai o New York arrivavano spesso a otto settimane; con il nuovo sistema, gli studi legali segnalano tempi di risposta tra i 30 e i 60 giorni per la pre-approvazione digitale, anche per visti complessi da investitore. Gli investitori devono ora dimostrare un’“attività economica continua”—posti di lavoro creati, tasse pagate o ricavi generati—invece di un singolo investimento di capitale, allineando il programma agli standard OCSE per gli investimenti diretti esteri. I nomadi digitali, invece, possono sommare più contratti freelance per raggiungere la soglia minima di reddito di circa 1.500 dollari al mese.
Per i datori di lavoro, il decreto elimina un problema di conformità: i lavoratori assunti localmente con contratti temporanei per ruoli STEM possono essere sponsorizzati interamente online, e i familiari a carico possono essere aggiunti alla stessa domanda. Il governo ha inoltre uniformato la tariffa CRNM a R$ 204,77 e confermato che i pagamenti possono essere effettuati tramite Pix, il sistema di pagamento istantaneo brasiliano, riducendo gli ostacoli bancari per i nuovi arrivati senza conti locali.
La riforma fa parte di una più ampia iniziativa dell’amministrazione Lula per digitalizzare i servizi pubblici e posizionare il Brasile come hub del lavoro remoto in America Latina. I team di mobilità dovrebbero aggiornare immediatamente le checklist per la pianificazione delle assegnazioni: sebbene l’interfaccia sia più fluida, il decreto inasprisce gli standard documentali—apostille e traduzioni giurate restano obbligatorie—e il termine di 90 giorni per la conversione da turista a residente è rigorosamente applicato. Il mancato rispetto dei tempi comporta multe di R$ 100 al giorno e possibile espulsione dal paese.
Il cambiamento strutturale più importante è di natura procedurale: la maggior parte dei richiedenti non dovrà più presentarsi di persona presso un consolato brasiliano prima di partire. Potranno invece accedere al “Portale Migrante” federale, caricare documenti apostillati e traduzioni giurate, e ottenere una lettera di pre-approvazione che funge da visto elettronico. Questo documento sarà scansionato dalle compagnie aeree e dalla Polizia Federale al confine, dopodiché il viaggiatore avrà 90 giorni per effettuare un appuntamento biometrico e convertire l’autorizzazione d’ingresso in una carta di soggiorno (CRNM).
I responsabili della mobilità aziendale accoglieranno con favore questa novità. Le code consolari a Shanghai o New York arrivavano spesso a otto settimane; con il nuovo sistema, gli studi legali segnalano tempi di risposta tra i 30 e i 60 giorni per la pre-approvazione digitale, anche per visti complessi da investitore. Gli investitori devono ora dimostrare un’“attività economica continua”—posti di lavoro creati, tasse pagate o ricavi generati—invece di un singolo investimento di capitale, allineando il programma agli standard OCSE per gli investimenti diretti esteri. I nomadi digitali, invece, possono sommare più contratti freelance per raggiungere la soglia minima di reddito di circa 1.500 dollari al mese.
Per i datori di lavoro, il decreto elimina un problema di conformità: i lavoratori assunti localmente con contratti temporanei per ruoli STEM possono essere sponsorizzati interamente online, e i familiari a carico possono essere aggiunti alla stessa domanda. Il governo ha inoltre uniformato la tariffa CRNM a R$ 204,77 e confermato che i pagamenti possono essere effettuati tramite Pix, il sistema di pagamento istantaneo brasiliano, riducendo gli ostacoli bancari per i nuovi arrivati senza conti locali.
La riforma fa parte di una più ampia iniziativa dell’amministrazione Lula per digitalizzare i servizi pubblici e posizionare il Brasile come hub del lavoro remoto in America Latina. I team di mobilità dovrebbero aggiornare immediatamente le checklist per la pianificazione delle assegnazioni: sebbene l’interfaccia sia più fluida, il decreto inasprisce gli standard documentali—apostille e traduzioni giurate restano obbligatorie—e il termine di 90 giorni per la conversione da turista a residente è rigorosamente applicato. Il mancato rispetto dei tempi comporta multe di R$ 100 al giorno e possibile espulsione dal paese.
Fonte: Ribeiro Cavalcante Advocacia
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