
Il Segretariato di Stato della Migrazione (SEM) ha pubblicato il 22 maggio le statistiche di aprile sui residenti stranieri, rivelando che i permessi di lavoro transfrontalieri validi (categoria G) hanno raggiunto un record storico di 378.200, con un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente. I dati mostrano che i settori della finanza, delle scienze della vita e della manifattura avanzata lungo l’arco del Lago di Ginevra rappresentano la maggior parte della crescita, con i cittadini francesi che costituiscono il 56% dei titolari di permesso, gli italiani il 23% e i tedeschi il 12%. Questo aumento evidenzia la dipendenza della regione dai pendolari giornalieri che vivono negli Stati membri vicini dell’UE ma lavorano nei cantoni svizzeri dove gli stipendi sono dal 20 al 30% più alti. Solo a Ginevra sono stati rilasciati oltre 104.000 permessi G attivi, circa uno ogni quattro lavoratori locali, mentre a Basilea Città la crescita a doppia cifra è stata trainata dall’espansione del settore farmaceutico. I datori di lavoro indicano la carenza di talenti e l’offerta abitativa locale rigida come motivi per reclutare oltre confine. Questi dati arrivano in un contesto di dibattito politico sui limiti all’immigrazione e a poche settimane dall’introduzione di controlli temporanei alle frontiere per il vertice del G7. I responsabili delle risorse umane temono che un inasprimento prolungato delle procedure di frontiera possa scoraggiare i talenti transfrontalieri o allungare i tempi di pendolarismo, compromettendo la competitività della Svizzera nei settori ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Dal punto di vista della conformità, le aziende devono verificare che i permessi dei pendolari corrispondano ai reali modelli di lavoro; nel primo trimestre, gli ispettori del SEM hanno multato 47 imprese per aver superato i limiti consentiti di giorni lavorativi. Gli esperti di mobilità sono inoltre invitati a monitorare le notifiche cantonali: per esempio, il Canton Vaud prevede di digitalizzare il rinnovo dei permessi G entro il quarto trimestre del 2026, una novità che potrebbe semplificare le procedure di assunzione ma richiedere nuovi consensi sulla privacy dei dati. A lungo termine, il numero record di permessi potrebbe rafforzare l’argomentazione di Berna nei negoziati con l’UE, sottolineando che la libera circolazione continua è essenziale per le industrie ad alto valore aggiunto—un tema destinato a essere centrale nella prossima campagna referendaria.
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